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Antiracket: truffa e corruzione a Lecce e Brindisi, sequestrati beni per 1,3 milioni di euro

Truffa dell’antiracket, sequestro dei beni per la presidente Maria Antonietta Gualtieri e per i funzionari del Comune di Lecce e di Brindisi coinvolti nell’inchiesta della Procura regionale della Corte dei Conti.

E’ stato disposto questa mattina il sequestro conservativo di beni immobili e conti correnti bancari riconducibili al rappresentante legale dell’associazione antiracket ed a pubblici dipendenti dei Comuni di Lecce e Brindisi per un valore complessivo pari ad euro 1.302.363,89.

Le indagini sono state portate avanti dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Lecce e nello scorso mese di maggio hanno già portato all’arresto del presidente di una locale associazione antiracket e dei suoi più stretti collaboratori, in associazione hanno posto in essere falsa documentazione finalizzata alla percezione di contributi erogati dal MEF-IGRUE per un importo pari ad € 2.033.103.

Al presidente dell’Associazione ed a due pubblici dipendenti dell’Ufficio Patrimonio del Comune di Lecce sono state inoltre contestate condotte corruttive poste in essere allorquando venivano approvate le richieste presentate dall’associazione per la percezione dei finanziamenti pubblici, l’assegnazione della nuova sede di Lecce e per l’esecuzione delle relative opere di ristrutturazione.

E’ stato anche accertato una indebita truffa nel rilascio delle autorizzazioni e dei pagamenti delle relative opere, ponevano in essere falsa documentazione finalizzata ad ottenere il rimborso delle spese eseguite per la ristrutturazione della sede dell’associazione ubicata in Lecce, i cui lavori, peraltro in parte non eseguiti, sono stati rendicontati e pagati due volte.

Analoghe ed anomale situazioni, seppure per importi minori venivano riscontrate anche in merito ai lavori eseguiti presso la sede di Brindisi dell’associazione, ove veniva accertato che funzionari di quel comune, unitamente all’amministratore della ditta incaricata della esecuzione delle opere, certificavano l’ultimazione e la regolare esecuzione dei lavori, in realtà non ancora completati.

In esito alle condotte complessivamente accertate, il vice Procuratore Generale Carlo Picuno individuava evidenti responsabilità erariali complessivamente quantificate in euro 1.302.363,89, a carico di 10 soggetti, dipendenti pubblici o titolari di rapporto di servizio con la Pubblica Amministrazione, richiedendo il sequestro conservativo di beni mobili immobili e disponibilità finanziarie agli stessi riconducibili per pari valore.

In ordine a quanto disposto dalla magistratura contabile, i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Lecce hanno dato esecuzione al provvedimento ponendo sotto sequestro, in Lecce, Brindisi, Veglie, Carmiano, Parabita, e nelle province di Roma, Siena, Milano, Napoli, immobili e disponibilità finanziarie fino alla concorrenza del danno erariale accertato.

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Redazione
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