Si è appena concluso a Bari, in rito abbreviato, il processo a carico di 27 indagati, quasi tutti affiliati del clan Di Cosola, con l’accusa di associazione mafiosa, scambio elettorale politico-mafioso, coercizione elettorale e corruzione. 23 condanne a pene comprese tra i 7 anni ed 8 mesi ed i 2 anni di reclusione sono state emesse dal gup del Tribunale di Bari Alessandra Piliego, insieme a 4 assoluzioni.
Secondo l’accusa e la decisione del tribunale gli imputati avrebbero tentato di condizionare l’esito delle ultime elezioni regionali in Puglia del maggio 2015 procurando voti, in cambio di denaro, a Natale Mariella (in ogni caso poi non eletto), candidato con la lista civica ‘Popolari’ a sostegno di Michele Emiliano.
Tra gli imputati anche Armando Giove, ritenuto dall’accusa il referente di Mariella ed accusato di aver accettato la promessa del clan Di Cosola di procurare voti al suo “assistito” in cambio di 70 mila euro. Per lui è stata esclusa l’accusa di concorso esterno di associazione mafiosa, ma è arrivata la condanna alla pena di 2 anni e 1 mese per scambio politico elettorale.











