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Taranto, la mappa della criminalità organizzata, famiglie frammentate alla ricerca di nuove leve

Tante consorterie che, in assenza di un vertice unitario, agiscono nei diversi quartieri, espandendosi in provincia e lavorando con i gruppi locali. Tanti i conflitti armati perché ciascun gruppo opera in piena autonomia decisionale. E’ questa la situazione criminale a Taranto secondo la Direzione investigativa antimafia nazionale nel rapporto sulle mafie del secondo semestre 2017. Un rapporto che mostra la mappa della criminalità organizzata nel tarantino.

“Per quanto non si colgano, in provincia di Taranto, segnali di cambiamento negli assetti della geografia criminale e pur risentendo dell’azione di contrasto degli ultimi anni, i sodalizi riescono a mantenere margini di operatività in svariati settori illeciti. Per la città di Taranto, ciò è dovuto anche al ritorno in libertà di esponenti storici delle consorterie mafiose, autori, soprattutto negli anni novanta, delle pagine più cruente della storia criminale della città e ritenuti, ancora oggi, in grado di aggregare le nuove leve.

La mappa della criminalità organizzata vede Taranto divisa in “zone” (Città Vecchia, Borgo, Talsano, Tramontone, San Vito, Tamburi, Paolo VI e Salinella) dove i gruppi criminali sono riusciti a ricompattarsi e a delinquere in autonomia. Uno dei sodalizi più solidi, nell’eterogeneo panorama criminale, è quello dei D’ORONZO-DE VITIS, a cui si affiancano i CESARIO, nonché ulteriori gruppi criminali che tenderebbero ad imporsi su sempre maggiori porzioni di territorio cittadino e in differenti ambiti criminali: lo spaccio degli stupefacenti, il racket estorsivo, la gestione delle attività del mercato ittico e il gioco d’azzardo on line.

A Massafra c’è la persistente operatività di un soggetto storicamente inserito nella criminalità organizzata tarantina, già condannato con sentenze definitive per associazione di tipo mafioso, risultato in collegamento, sin dai primi anni ’90, con un elemento di vertice della cosca BELLOCCO di Rosarno (RC).

Nel territorio di Manduria, invece, l’attuale operatività della frangia tarantina della Sacra Corona Unita è stata al centro delle indagini confluite nell’operazione “Impresa” che, nel mese di luglio, ha colpito un’organizzazione, operante nel tarantino e nel brindisino, composta da tre articolazioni criminali attive nei comuni di San Giorgio Jonico, Manduria e Sava.

L’organizzazione era in grado di relazionarsi con le istituzioni locali e di infiltrarsi ne tessuto economico-imprenditoriale dell’area, tanto che sono stati arrestati anche i Sindaci dei Comuni di Avetrana (TA) ed Erchie (BR), nonché un consigliere comunale di Manduria (TA). A seguito di ciò, il Prefetto di Taranto ha disposto, il 23 agosto 2017, l’accesso presso il Comune di Manduria (TA), al fine di accertare eventuali forme di condizionamento della criminalità organizzata sulla gestione dell’Ente.

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Redazione
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