ROMA (ITALPRESS) – Non sono più solo strade. Sono infrastrutture che “pensano”, raccolgono dati e dialogano con chi guida. Sono le autostrade intelligenti, una delle rivoluzioni più concrete della mobilità contemporanea. Sensori, telecamere, radar e reti di comunicazione monitorano tutto in tempo reale: traffico, condizioni meteo, incidenti. Se c’è un rallentamento, lo segnalano subito. Se il traffico aumenta, modificano i limiti di velocità. Se serve, aprono o chiudono corsie per fluidificare i flussi. Nel Regno Unito le “smart motorway” sono già realtà: regolano dinamicamente corsie e velocità. In Germania si sperimentano autostrade con segnaletica digitale e gestione predittiva del traffico. In Cina si punta su un modello ancora più avanzato: integrazione totale tra veicoli, infrastrutture e cloud, con sistemi in grado di anticipare congestioni e rischi. Su alcune strade è l’intelligenza artificiale a gestire la larghezza dinamica delle carreggiate a seconda dei momenti e delle necessità. In Italia i primi progetti di “smart road” sono in via sviluppo, con sistemi di comunicazione tra strada e veicoli, soprattutto lungo arterie strategiche e tratte ad alta percorrenza. Ma non esiste un solo modello: i sistemi che puntano sulla sicurezza rilevano automaticamente incidenti e veicoli fermi; quelli che danno priorità alla gestione del traffico utilizzano limiti dinamici e corsie intelligenti. Infine ci sono sistemi che gestiscono i consumi energetici, con illuminazione adattiva e infrastrutture pronte per la mobilità elettrica. Il salto vero arriverà con la comunicazione diretta tra auto e strada: le cosiddette tecnologie V2X. Il veicolo riceverà informazioni in tempo reale e potrà reagire prima ancora del conducente. I vantaggi sono evidenti: meno incidenti, meno traffico, meno emissioni. Ma restano ancora nodi importanti: costi elevati, manutenzione complessa, sicurezza dei dati.
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