I vertici ad Arcore ogni tanto ritornano, nella casa di Silvio Berlusconi domenica 16 settembre il vicepremier Matteo Salvini ha fatto visita al Cavaliere, assieme a Giorgetti e, sulla sponda di Forza Italia, Antonio Tajani.
Un’infarinatura generale l’hanno definita, un incontro informale e nulla che poi si sarebbe riflesso in comunicati stampa o decisioni politiche. Tuttavia i campanelli d’allarme ci sono, si punta ad una riedizione del centrodestra classico di coalizione per le Amministrative.
Nulla di nuovo in realtà, il leader della Lega ha sempre ribadito l’intenzione di tenere i due forni accesi, con il Governo impegnato nel contratto con i 5stelle, e con tutte le altre partite ben distinte e su binari propri.
Il Cavaliere dal canto suo, per dare i voti di FI volti a superare l’impasse creatosi sulla presidenza Rai per Foa, chiede rassicurazioni su alcune battaglie grilline che minerebbero le sue imprese. È noto che sull’editoria vi sia la volontà di mettere un tetto alle pubblicità, unita alle scelte già prese per quanto riguarda i promotori del gioco d’azzardo.
Miliardi in meno nelle reti Mediaset, non proprio un sogno a Cologno Monzese, ora che pure Il Giornale di famiglia verte in condizioni non rosee, intinto di scioperi per la decurtazione del 30% delle retribuzioni a partire da Gennaio 2019,.
Ormai la politica azzurra pare essersi ridotta a questo, un semplice parare le pallonate che potrebbero sfondare Fininvest, nulla di più e nulla di meno; Si capisce bene così il 7% appena che ad oggi vale il partito.
In realtà l’asse lega-stellato è vissuto come un nuovo orizzonte frizzante, piace alla stragrande maggioranza degli italiani, e i flirt con Berlusconi mettono disagio, sanno di stantio, offuscano il nuovo corso.
Forse è proprio giunto il momento di depositare in cantina i vecchi schemi, e chissà che presto non finisca negli scatoloni pure il PD.











