Lunga intervista sul Corriere per Maria Elena Boschi, la pasionaria renziana che per un po’ è stata il Ministro più aitante ed odiato d’Italia. Lei che è diventata il simbolo angelico del prelievo diabolico alle spalle dei risparmiatori truffati di Banca Etruria, per una vicenda tutta famigliare.
Si toglie qualche sassolino dalla scarpa, e difende Matteo Renzi definendolo il “politico con più coraggio che io conosca”, capitano di una squadra che s’è assunto tutte le responsabilità, ma non s’è nemmeno risparmiato in sparate inequivocabili, smentite da se stesso: “Se perdo il Referendum non solo mi dimetto, ma lascio la politica.” Per esempio.
Ora si compiace di avere spento il telefonino: “La notte del 1° giugno, quando si è insediato il nuovo governo, l’ho spento per la prima volta. Per qualche settimana continuavo a svegliarmi, controllavo lo schermo, poi pensavo: No, non tocca più a me.” Una carriera giovane e lampante, nell’arco di quattro anni e dentro la soglia dei trent’anni, ha fatto il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, il Ministro e la Deputata semplice.
Catapultata a Bolzano pur di farla eleggere, all’ultima corsa Nazionale, la ricicla come una promozione: “Poi abbiamo pensato a una candidatura altrove, per evitare che tutta la campagna venisse focalizzata sul tema banche. Il collegio di Bolzano non è stato casuale: avevo lavorato molto, nei quattro anni e mezzo precedenti, sulle Autonomie Speciali.”
Difende la sua umanità, dimostrata per il caso Diciotti con il fermo ai migranti: “Preferisco essere criticata per l’esserci andata che essermene rimasta al mare senza polemiche, ma non avendo svolto il mio dovere. Poi certo, sui social mi è stato augurato qualunque cosa potesse capitarmi di male su quella nave.”
E fra le tante, una stoccata precisa al Viminale: “Salvini non fa una politica vera per prevenire il fenomeno migratorio, che è lunga, è complicata e non ha il consenso immediato. Sta distruggendo il lavoro che abbiamo fatto in Europa.”
Tuttavia, come per ultimo ha avallato il Ministro del Lavoro Di Maio, il Paese in cambio di alcuni punti di flessibilità sulla manovra economica accettò di portare tutti i migranti dell’operazione Frontex nei nostri porti, e da lì si originò il tesoretto per la mancia elettorale delle Europee 2014, con quegli 80euro in busta paga che fecero tribolare le opposizioni portando il PD al 40% dei consensi.
E allora, scorrendo le parole della Boschi, pare odorare le sensazioni di Nietzsche: “Io sono una selva e una notte di alberi scuri, ma chi non ha paura delle mie tenebre troverà anche pendii di rose sotto i miei cipressi.” O più attualizzato: “Chi non ha paura dei buchi di bilancio, troverà obbligazioni rosate nelle mie banche.”











