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Mancanza di sicurezza, Google ha deciso di chiudere Google+

Google+, lo snobbato e quanto mai sfortunato social network di Google sta chiudendo i battenti a seguito dell’annuncio di qualche ora fa della casa di Mountain View. La sua “vita” è durata dunque all’incirca 7 anni (era stato creato nel 2011).

La comunicazione arriva a poche ore dalla diffusione della notizia una vulnerabilità all’interno della piattaforma, che aveva il potenziale per esporre al furto i dettagli riservati di una parte significativa degli utenti, da parte del Wall Street Journal.

Ieri la decisione della casa di Mountain View che, in un comunicato a firma di Been Smith, socio di Google e Vice Presidente del Reparto ingegneristico ha annunciato  che Google+ in versione consumer non sarà più disponibile agli utenti a causa di alcuni problemi relativi alla sicurezza, ma non solo.

Chiuderà entro i prossimi 10 mesi, il social network su cui Google aveva puntato (senza troppo successo e convinzione per la verità) tanto da presentarlo come una possibile alternativa a Facebook, Twitter ed a tutti gli altri principali network online.

Ma quello che più deve far riflettere è che il problema era ben noto da tempo a Google che, fin dalla scorsa primavera aveva scelto di non comunicarlo temendo danni di immagine, di reputazione e di attirare l’attenzione delle autorità mondiali che vigilano in materia di privacy.

A far emergere il bubbone, infatti, è stata una inchiesta giornalistica del Wall Street Journal, secondo cui i dati privati di “decine di migliaia” di utenti del social network sono stati esposti a causa di un problema software. Alla diffusione della notizia la borsa ha reagito molto male ed il valore di Google ha perso terreno, tanto da costringere l’azienda californiana a correre ai ripari in una maniera così drastica.

Un problema software avrebbe consentito a sviluppatori esterni il potenziale accesso ai dati dei profili su Google+ fra il 2015 e il marzo 2018, quando gli investigatori interni alla società hanno scoperto e risolto il problema.

Google ha fatto sapere che i dati esposti al furto di terzi erano il nome, l’indirizzo mail, la data di nascita, il genere, le foto profilo, i luoghi visitati, l’occupazione e lo status amoroso. Quasi tutte informazioni facoltative, ma condivise dalla maggior parte degli utenti

La società di Mountain View ha scritto nel comunicato che non è al corrente di alcuno sviluppatore che si è mai accorto del problema. L’azienda è in calo in Borsa, dove ha perso l’1,37% in seguito alle indiscrezioni del Wsj.

“Stiamo preparando nuove tipologie di autorizzazioni sull’account Google” ha scritto Been Smith sottolineando il lavoro a difesa della privacy dei propri dati personali, proseguendo poi sottolineando come “ogni volta che una app richiede l’accesso ai dati del tuo Google Account, noi avremo sempre la possibilità di vedere quali dati sono stati richiesti e sarà necessaria una esplicita autorizzazione”.

Ma questo non avrebbe dovuto essere la normalità? Non è già prevista una procedura del genere?

E non ci siamo nemmeno sui numeri degli utenti esposti al bug. A parlare è stata la stessa Google, che ha precisato che i profili potenzialmenti esposti a intrusioni sono stati 500mila.

Un progetto, dunque, quello del social network, che si chiude in maniera frettolosa e che probabilmente dietro questo problema nascondeva ben altre problematiche in termini di appeal e partecipazione.

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