HomeCronacaGasdotto Tap, ancora polemiche. Manifestanti chiedono dimissioni dei Cinque Stelle

Gasdotto Tap, ancora polemiche. Manifestanti chiedono dimissioni dei Cinque Stelle

Non si fermano e polemiche sul gasdotto Tap. Da ieri video e chat dei No Tap mostrano le tessere elettorali degli attivisti in mille pezzi. Protestano contro il via libera al gasdotto dato venerdì dal Governo. Gli attivisti diffondo anche fotografie di tessere elettorali ridotte in brandelli e lanciate per aria come se fossero coriandoli. Il messaggio da recapitare alle forze di governo è semplice: “Non avrete più il nostro voto!”

Stamane la manifestazione sul lungomare di San Foca, davanti alla Torre della marina di Melendugno, luogo simbolo delle battaglie dei No Tap di questi anni. Si protesta contro il governo Conte e contro la costruzione del gasdotto Tap e del governo Conte che venerdì l’ha avallata.

“Questa terra non è in vendita”, “M5s dimettetevi” sono alcuni degli scriscioni scritti per l’occasione. Il leader del movimento No Tap, Gianluca Maggiore é tornato a chiedere le dimissioni dei portavoce pentastellati eletti in Salento.

Tutto si sta svolgendo in maniera pacifica e con un controllo delle forze dell’ordine.

Dopo le tessere elettorali bruciate ieri oggi i manifestanti hanno dato fuoco a foto ritraenti i volti dei parlamentari del M5S eletti in Salento, e le bandiere del movimento.

Venerdì l’ok di Conte

Venerdì pomeriggio il presidente del Consiglio Giuseppe Conte aveva dichiarato: “Abbiamo fatto tutto quello che potevamo, non lasciando nulla di intentato. Ora però è arrivato il momento di operare le scelte necessarie e di metterci la faccia. Prometto un’attenzione speciale alle comunità locali perché meritano tutto il sostegno da parte del Governo”. A questo punto sembra ormai impossibile il dietro front del Governo. La Tap si farà, fine delle discussioni.

Di Maio: “Ci sono 20 miliardi di penali”

Per cercare di placare le polemiche è intervenuto anche il vice presidente del Consiglio Luigi Di Maio: “Da ministro dello Sviluppo economico ho studiato le carte del Tap per tre mesi. E sono voluto andare allo Sviluppo economico anche per questo. Vi posso assicurare che non è semplice dover dire che ci sono delle penali per quasi 20 miliardi di euro. Ma così è, altrimenti avremmo agito diversamente”. Queste le parole del leader Cinque Stelle.

Calenda: “Non esistono penali”

Ma al Ministro pentastellato ha replicato tramite Ansa il suo predecessore, Carlo Calenda: “Di Maio si sta comportando da imbroglione, come su Ilva. Non esiste una penale perché non c’è un contratto ma, in caso, una eventuale richiesta di risarcimento danni”. Niente contratto tra Stato e società Tap, quindi, niente penale da parte dell’impresa ma, potrebbe esserci una azione legale con richiesta di risarcimento.

“Di Maio – ha aggiunto l’ex ministro all’agenzia di stampa – sta facendo una sceneggiata e sta prendendo in giro gli elettori ai quali ha detto una cosa che non poteva mantenere, anche con il parere dell’Avvocatura di Stato su Ilva che gli dava torto e che ha tenuto segreto”.

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