Rete dei punti nascita in Salento? Non c’è nessuna procedura per rivedere, tagliando o accorpando, i punti nascita attualmente presenti come pure è stato da più parti ventilato.
A precisarlo, con una nota, è la la Direzione Generale ASL che sottolinea come, “allo stato attuale, non è in atto alcuna procedura tendente a rivedere la rete dei Punti Nascita nel territorio salentino”.
Questo perchè a breve inizieranno le verifiche ministeriali sul numero delle nascite annue (1000) necessario per il mantenimento dei punti nascita. E secondo i dati tra gennaio ed ottobre della stessa Asl di Lecce soltanto il Vito Fazzi di Lecce (1559 nascite) e il Panìco di Tricase (865) sarebbero in linea con i parametri richiesti.
Per gli altri ospedali (Galatina con 590, Gallipoli con 433, Scorrano con 404 e Copertino con 274 fino a giugno prima della chiusura del reparto dello scorso mese di luglio) la soglia ed i numeri sono ancora distanti dalle richieste.
Secondo la direzione della Asl Lecce gli elementi di valutazione dovranno in ogni caso essere rivisti su un lasso di tempo più lungo “rispetto al breve intervallo dell’anno in corso nel quale, è opportuno chiarirlo, sono intervenute modifiche organizzative rispetto alle quali sarà realizzato un monitoraggio in tempi coerentemente più prolungati”.
“In concreto, va detto – spiegano dalla Asl di Lecce – che è in corso il Programma regionale per l’accompagnamento alla nascita nel quale sono stati messi in rete tutti i servizi, ospedalieri e territoriali, coinvolti nella tutela della maternità. In particolare, i percorsi integrati tra consultori familiari e Punti Nascita ospedalieri finalizzati ad accompagnare la donna all’interno della rete dei servizi pubblici dal concepimento alla nascita. Attualmente, del resto, si registra un marcato aumento del numero delle donne che entrano nei percorsi, a testimonianza che l’offerta di servizi è in grado non solo di rispondere al bisogno ma anche di incanalarlo nella giusta direzione”.
Per tutte queste finalità la Regione sta realizzando la “Agenda per la gravidanza”, uno strumento di lavoro specifico per tutti gli operatori, così come a livello di azienda sanitaria locale si è investito sul rafforzamento dei servizi di diagnostica di primo e secondo livello finalizzati a migliorare il più possibile le prestazioni sanitarie, a partire da una rete eco-diagnostica dislocata su tutto il territorio.
“La ASL Lecce si aspetta – conclude la Nota – che questo tipo di interventi possano far crescere il livello qualitativo generale dei Punti Nascita, rendendo l’offerta più omogenea e attrattiva nei confronti dei cittadini che scelgono di far nascere i propri figli in una struttura pubblica. Il monitoraggio di un processo del genere, nella sua complessità e con i possibili sviluppi derivanti, andrà svolto alla luce di tutti questi elementi, il che non autorizza a tirare conclusioni o costruire ipotesi su numeri e programmi in evoluzione”.











