Un’eccellenza sportiva ridotta all’ombra di se stessa, lasciata scivolare in un lento e inesorabile declino burocratico e strutturale. Lo Stadio del Nuoto di Bari, un tempo punto di riferimento per l’impiantistica pubblica e le attività natatorie della città, si trova oggi in condizioni di grave e profondo degrado. Una situazione di stallo che ha spinto i consiglieri comunali di opposizione, Giuseppe Carrieri e Livio Sisto, a lanciare un duro atto d’accusa contro l’Amministrazione comunale, chiedendo una svolta radicale per sottrarre la struttura all’abbandono.
I numeri della crisi descrivono una realtà impietosa: all’interno del grande complesso, su tre grandi piscine esistenti, soltanto una è attualmente attiva e regolarmente utilizzata. Le restanti aree versano da tempo in uno stato di parziale inagibilità, penalizzando gli appassionati, gli atleti e l’intera comunità barese in discipline storicamente cruciali come il nuoto e la pallanuoto.
Secondo l’affondo dei due esponenti di minoranza, la responsabilità di questa paralisi è da imputare interamente alla governance cittadina, rea di aver trascurato gli investimenti straordinari delegandone la sopravvivenza solo alla buona volontà dei privati, costretti a scontrarsi con i tempi della macchina burocratica.
L’atto d’accusa dell’opposizione
«Le condizioni estremamente degradate dello Stadio del Nuoto di Bari, impongono una svolta seria e strutturata da parte dell’Amministrazione Comunale», dichiarano in una nota congiunta i consiglieri Giuseppe Carrieri e Livio Sisto. «Non è possibile lasciar lentamente “morire” così una rilevante struttura sportiva comunale che dovrebbe essere una eccellenza, in una Città di Mare che sulle attività natatorie deve puntare. Il nuoto, la pallanuoto e le altre discipline acquatiche sono tra gli sport più completi e salubri che il Comune di Bari dovrebbe iper incentivare, anche attraverso l’impiantistica pubblica di qualità».
Il quadro tracciato evidenzia una forte disparità di trattamento rispetto ad altri impianti cittadini, citando i massicci flussi di denaro pubblico investiti per lo stadio del calcio. Carrieri e Sisto sottolineano come la strada intrapresa dal Comune, legata a nuovi bandi di esternalizzazione, sia del tutto insufficiente se non supportata da un piano economico straordinario.
«Invece abbiamo – purtroppo – una grande infrastruttura sportiva comunale “vecchia”; parzialmente inagibile; solo in parte utilizzata; da anni trascurata dall’Amministrazione. Su 3 grandi piscine, solo una, oggi e da tempo, è rimasta attiva! Inaccettabile. Il Sindaco deve dire – oggi – alla Città se ritiene di voler recuperare e valorizzare, con i fatti, questo importante patrimonio sportivo pubblico che sembra aver dimenticato e abbandonato alla “buonavolontà” dei gestori privati. Gestori a cui non compete la manutenzione straordinaria e che si interfacciano con una burocrazia comunale lenta e disinteressata. Non sarà di certo la gara per la esternalizzazione della gestione delle piscine comunali (neppure nel caso di rimodulazione del contributo comunale annuale) a risolvere i gravissimi problemi strutturali dello STADIO DEL NUOTO. Occorre – come si è voluto fare e poi si è fatto per lo stadio del calcio spendendo decine di milioni di euro – che l’Amministrazione Comunale decida di investire nella completa riqualificazione di questo grande e bellissimo impianto sportivo».
Le 5 richieste formali al Sindaco
Per uscire dall’emergenza, i consiglieri di minoranza hanno formalizzato una vera e propria road map in cinque punti, indirizzata direttamente al primo cittadino, che punta a intercettare fondi nazionali e a ottimizzare le risorse locali:
Fondi ministeriali: Partecipare all’imminente bando del Ministero dello Sport che finanzia fino a 1,5 milioni di euro gli interventi di ristrutturazione degli impianti sportivi comunali, candidando formalmente lo Stadio del Nuoto;
Utilizzo della tassa di soggiorno: Destinare 400 mila euro annui dei proventi della tassa di soggiorno alla manutenzione straordinaria e all’efficientamento energetico della struttura, consentendo in cambio l’accesso gratuito dei turisti alle piscine;
Sostenibilità delle concessioni: Incrementare significativamente il contributo comunale annuale ai futuri gestori per garantire la sostenibilità economica (prevedendo se necessario anche la manutenzione straordinaria) ed estendere il periodo di affidamento a 15 anni per favorire pianificazione e investimenti privati;
Transizione ecologica: Prevedere il passaggio energetico degli impianti a servizio delle piscine, effettuando la conversione da gas a solare;
Un commissario politico: Individuare un consigliere comunale di maggioranza, competente nella materia, a cui affidare il compito specifico di seguire da vicino per i prossimi anni tutte le iniziative e le attività di restyling.
La sfida lanciata all’Amministrazione si chiude con un richiamo all’identità stessa della città e al diritto dei baresi di riappropriarsi di uno spazio storico: «Uno stadio che era un gioiello; che è bene pubblico doverosamente da valorizzare e da rimodernare, per essere restituito ai Baresi. In modo da consentire la pratica di uno sport utilissimo al benessere di tutti».











