E’ un Lecce che, nonostante un ottimo primo tempo giocato a buoni ritmi, pensa più a difendere che ad attaccare e ad offendere, e alla lunga è costretto a subire la furia dei bresciani. Finisce 2-1 per il Brescia il big match della XVI giornata e a occupare la seconda posizione in classifica dietro il Palermo, attendendo il risultato di domani del Pescara, ora sono proprio le rondinelle.
I giallorossi, come successo altre volte a inizio stagione, a un certo punto della gara, hanno tirato i remi in barca, e con l’obiettivo di non scoprirsi, hanno prestato il fianco agli attacchi dei padroni di casa. Ma è una strategia che non funziona se di fronte hai gente come Spalek, Donnarumma e Morosini. Quest’ultimo, pur non in giornata di grazia, è riuscito comunque a mettere sotto pressione la difesa leccese, troppo impegnata a respingere gli attacchi.
A decidere la partita Gastaldello che a tempo scaduto batte Vigorito e consegna 3 punti nelle casse dei lombardi, che ora guardano con maggior ottimismo dei leccesi la classifica, anche perché gli uomini di Liverani ancora devono riposare. C’è anche, ad onor di cronaca, lo zampino dell’arbitro Fourneau che condiziona la gara. Qualche chiamata dubbia, a favore del Brescia, potrebbe aver cambiato il vero volto della partita.
E’ andato tutto bene nel primo tempo per i giallorossi. La gabbia messa su da Liverani per fermare il capocannoniere Donnarumma regge bene e la coppia Lucioni-Meccariello se la cavano. Bovo, dirottato sulla sinistra, sembra a suo agio. Il primo quarto d’ora è di studio. Entrambe non vogliono scoprirsi. Le battaglie si delineano già nei primi minuti. Petriccione-Spalek, Gastaldello-La Mantia, Meccariello-Donnarumma. E’ tutta lì la chiave del match. Il Lecce prova a ripartire con la velocità di Falco che crea imbarazzi nella difesa avversaria. Al 22esimo la palla gol capita sulla testa di Lucioni. Il tiro è buono, la mira poco meno. Sono solo, però, le prove generali per il gol che arriva 3 minuti dopo. Tonali, appena ammonito, mette giù Falco al limite dell’area. L’arbitro lo grazia e fischia calcio di punizione per il Lecce. Mancosu tira sulla barriera, ma sulla respinta è più veloce di tutti a riprendere il pallone e buttarlo in area. Bovo si avventa e calcia in porta. Alfonso respinge ma La Mantia è il più svelto e a porta vuota realizza un gol facile facile. La reazione dei bresciani, com’è prevedibile, non si fa attendere. Vigorito inizia ad essere bersagliato e si difende come può. Ci provano Ndaj e Morosini, ma senza fortuna. Il tempo finisce col Lecce in vantaggio grazie a una difesa attenta e a un ottimo lavoro di sacrificio di Armellino e il solito Petriccione.
Ma così non può durare per altri 45 minuti. Lo sanno Liverani e, soprattutto, Corini. Infatti la ripresa parte col Brescia in attacco. Al 49esimo Donnarumma trova subito il gol, anche se in sospetta posizione di fuorigioco (seconda chiamata dubbia). Sfrutta un cross dello slovacco Spalek e batte di prima Vigorito. Il punto potrebbe accontentare tutte e due, ma la differenza sta nel fatto che il Brescia ci crede e prova a vincerla, mentre il Lecce preferisce la prima opzione. Non ci sono grandi occasioni degne di nota fino all’epilogo che conosciamo, ma la pressione bresciana è costante ed inevitabilmente, prima o poi, è destinata a dare i suoi frutti. Da segnalare il terzo episodio dubbio, e cioè il gol annullato a La Mantia per fuorigioco fischiato a Scavone dai cui piedi è partito l’assist per l’attaccante leccese. L’impressione è che il centrocampista leccese fosse in gioco. Questi tre episodi forse pesano sull’economia del gioco. Lo stesso Liverani se ne esce infuriato dal terreno di gioco a fine partita.
Dopo l’episodio del gol annullato, la partita continua. Donnarumma, Morosini e Spalek ci provano; i centrocampisti danno una grossa mano e anche Sabelli, nonostante a volte non sia preciso e determinante, con le sue discese sulla fascia destra, mette in difficoltà la difesa leccese. Il gol arriva quando il Lecce è a un passo dal raggiungimento dell’obiettivo. Il calcio d’angolo è battuto sul secondo palo e Gastaldello è solo. Il suo tap-in è facile e Vigorito può fare poco. Il Lecce non ha tempo per riprendersi e la partita finisce così.
Tra i migliori in campo i soliti Petriccione e Donnarumma, ormai autori di due campionati eccezionali e uomini chiave per Lecce e Brescia. Ma anche Bovo e Scavone nel Lecce hanno ben figurato. Il primo fuori ruolo, il secondo per il lavoro di generosità in difesa e in attacco, dove a volte ha sostituito, in quanto a fantasia, Mancosu un po’ spento. Bene tutto il centrocampo del Brescia, Spalek e, ovviamente, Gastaldello, autore del gol partita.




















