Un’altra bandiera del Bari continuerà a sventolare libera per sempre. Accanto a Klass Ingesson ed a Franco Mancini, protagonisti della storia recente del Bari e morti giovani per mali incurabili, questa mattina si è aggiunta anche quella sudafricana di Philemon Masinga. Che a Bari in molti hanno sempre chiamato MaZinga, anche per la sua possenza fisica.
L’ex calciatore del Bari di Eugenio Fascetti è infatti morto a soli 49 anni: ad annunciarlo la Federazione calcistica sudafricana. Secondo la ricostruzione dei media locali, l’ex punta era gravemente malato da tempo di tumore ed era stato ricoverato lo scorso 21 dicembre a causa dell’aggravarsi delle sue condizioni di salute.
Sad day for South African football.
A loyal servant of the game, on and off the field of play – SAFA President Dr Danny Jordaan on passing away of @BafanaBafana legend Phil Masinga— Bafana Bafana (@BafanaBafana) 13 gennaio 2019
È ricordato soprattutto per la sua esperienza al Bari in Serie A: segnò 24 reti in 75 partite con i pugliesi, giocate tra il 1997 e il 2001, diventando uno dei simboli della squadra di quegli anni. Alto, spesso dinoccolato nei movimenti, a volte poteva sembrare perfino fuori ritmo e fuori forma. Ma guai a lasciargli spazio nell’area di rigore. Il panterone era sempre il più veloce di tutti e le sue zampate arrivavano letali, come nel campionato 1998-1999, quando seppe realizzare 11 gol in campionato con la maglia del Bari.
Certamente i gol che più degli altri sono rimasto nel cuore dei tifosi baresi lo vedono esultare a San Siro quasi esattamente 21 anni fa (il 18 gennaio del 1998) contro l’Inter quando nel finale di una gara equilibrata (0-0) Masinga superò Pagliuca che gli aveva appena parato un gran conclusione di testa. O la doppietta che il 1 novembre dello stesso anno (1998) permise ancora ai ragazzi terribili di Fascetti di superare l’Inter di Ronaldo a San Siro per 2-3, con il gol decisivo a 2 minuti dal fischio finale.
Prima di arrivare in Italia, Masinga, cresciuto nei Cosmos di Jomo, giocò anche con gli svizzeri del San Gallo e con il Leeds United, in Inghilterra, ed un anno con la Salernitana prima di arrivare in Puglia portato da Carlo Regalia per poi chiudere la sua carriera, dopo che l’esplosione di Antonio Cassano ormai lo aveva relegato in panchina, trasferendosi nel 2001 all’Al-Wahda.
Alla nazionale sudafricana regalò la prima storica partecipazione alla Coppa del Mondo del 1998 in Francia con un gol al Congo nel 1997. L’anno prima aveva invece vinto la Coppa d’Africa in casa, segnando un gol nella fase a gironi. Con i Bafana Bafana aveva raccolto 58 presenze e segnato 18 gol.
Prima della gara contro la Sancataldese di questo pomeriggio verrà osservato un minuto di silenzio per ricordare il calciatore del Bari, ed i galletti scenderanno in campo con il lutto al braccio.




















