Sarà la prossima la settimana giusta per parlare di quale debba essere la strada migliore per la riduzione delle liste d’attesa nella sanità pugliese? Dopo l’ennesimo rinvio, alcuni giorni fa, in Consiglio Regionale, se ne dovrebbe tornare a discutere nella prossima seduta il giorno 22 gennaio, sempre che si riesca ad avere un numero legale sufficiente alla discussione ed al voto.
Un lungo balletto di posizioni e riflessioni, soprattutto all’interno della maggioranza e del Partito Democratico, che peraltro in numerose occasioni ha rischiato di lasciare dietro di se’ numerosi strascichi.
E sulla questione è intervenuto il presidente del gruppo regionale di Direzione Italia, Ignazio Zullo con una nota.
“Attenti, non vi fate ingannare: tutta la polemica interna al Partito Democratico sulle liste di attesa e su come ridurle è mirata non a fare in modo che per una mammografia o altra prestazione si passi da 350 giorni di media a 30/60 giorni, ma per un braccio di ferro fra il presidente e assessore alla Sanità, Michele Emiliano, e alcuni consiglieri regionali di maggioranza”.
“Non crediate – sottolinea Zullo – che sarà l’approvazione di una legge a ridurre le liste di attesa. La legge di cui tanto si parla è uno strumento che non serve ai cittadini, ma a consiglieri del PD che intendono mettere in difficoltà Emiliano per non essere stati nominati assessori o per non aver avuto il suo appoggio negli incarichi di partito. Nessuno si illuda che con una legge, una delibera o una qualsiasi carta scritta si potranno ridurre le liste di attesa. Servono i soldati e quindi le assunzioni di personale, l’aumento dei tetti di spesa per gli accreditati e l’applicazione severa di norme già vigenti in materia di attività libero professionale intramoenia”.
“Questi santoni che si sbracciano per una legge inutile sono gli stessi consiglieri regionali che con Vendola prima, Emiliano poi hanno sfasciato la sanità in Puglia e determinato il blocco delle assunzioni e la restrizione dei budget per gli accreditati e che finora non hanno mosso un dito per applicare con rigore le norme sull’attività libero professionale intramoenia. Gli agricoltori hanno iniziato ad indossare il gilet arancione, i cittadini indossino un gilet non importa di quale colore e reagiscano civilmente contro questo centrosinistra, che guerriglia dentro di sé illudendo la gente con strumenti utilizzati solo per avanzamenti di posizioni politiche e di potere”.











