Cinquantacinque anni fa moriva a causa di una febbre malarica non diagnosticata Fausto Coppi, il fenomenale ciclista, dalla carriera ricca di vittorie e di record – ricordiamo il record sulla pista del Velodromo Vigorelli di Milano il 7 novembre 1942. in cui, partito alle 14:12, utilizzando una bici da 7,5 kg con rapporto 52 x 15 (che sviluppa 7,38 m a pedalata), pedivelle da 17,1 cm e gomme (anteriore e posteriore rispettivamente) da 120 e 110 g, coprì la distanza con una media di 103,3 pedalate al minuto – ma anche protagonista della cronaca rosa per la travagliata e scandalosa storia d’amore con la Dama Bianca, al secolo Giulia Occhini.
Ricordiamo il campione in Puglia grazie al Gran Premio del Mediterraneo, una corsa a tappe maschile di ciclismo su strada che si svolse nell’Italia meridionale nel 1952: organizzata da La Gazzetta dello Sport, fu una sorta di piccolo Giro ideato per il sud, dove raramente giungeva il Giro d’Italia. Fu disputato una sola volta, nel mese di novembre del 1952 ma, nonostante il successo di pubblico, non fu più riproposto per le difficoltà di poterlo inserire nel calendario ciclistico.
All’unica edizione partecipò Coppi con Gino Bartali, Fiorenzo Magni, Giancarlo Astrua, Pasquale Fornara, Louison Bobet, Ferdy Kubler. Coppi indossò subito la maglia rosa, vincendo in volata la prima tappa Napoli-Foggia e consolidò il primato vincendo la tappa a cronometro a squadre con la formazione della Bianchi – era la prima volta che si disputava simile prova – ed infine la tappa Catania-Siracusa a cronometro individuale, battendo il campione francese Luison Bobet.
La nostra regione ricorda il grande Fausto anche grazie ad una targa apposta in ricorrenza della XII Coppa Maria Santissima della Stella, la più antica gara ciclistica di Puglia, che ha luogo ancora oggi ad Adelfia. L’iscrizione recita: “Gli sportivi del ciclismo adelfiese ricordano colui che fu e rimane il campionissimo, Fausto Coppi”. Un “campionissimo” che non scorderemo mai.











