Il Cara di Bari potrebbe essere chiuso (probabilmente nei prossimi mesi) su decisione del ministero dell’Interno. Dopo la chiusura del centro di accoglienza per immigrati alle porte di Roma Matteo Salvini aveva detto che anche altri centri in tutta Italia verranno chiusi, considerando gli alti costi necessari per il loro funzionamento ed un utilizzo soltanto parziale anche per il notevole ridimensionamento dei flussi migratori.
Ed anche la struttura a poche decine di metri dall’Aeroporto di Palese potrebbe subìre la stessa sorte, anche se ancora non arriva conferma da Roma.
Attualmente nel centro di accoglienza lavorano 96 persone, la struttura può accogliere sino a mille immigrati anche se attualmente sono circa 400 gli ospiti.
“Se le voci che circolano in questi giorni trovassero conferma, il Cara di Bari Palese potrebbe chiudere nei prossimi mesi”.
A parlare è il Presidente del Gruppo consiliare di LeU/I Progressisti in Regione Puglia Ernesto Abaterusso, commentando le voci che circolano circa una imminente chiusura del Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo.
“Lasciare per strada i 350 migranti ospitati oggi nel centro di accoglienza, la cui unica colpa è quella di non essere più ritenuti in diritto di accoglienza, e i 96 lavoratori è la dimostrazione di quanto questo Governo operi calpestando i più elementari diritti umani. Il Cara di Bari, così come gran parte di quelli presenti nel nostro paese, sono un esempio di integrazione e di accoglienza che andrebbero salvaguardati e valorizzati perché nati e portati avanti in sintonia con lo spirito che da sempre contraddistingue l’Italia e la Puglia”.
“Mortificarli e cancellarli, come sta avvenendo oggi per effetto del Decreto Salvini, è una sfida al buon senso” spiega Abaterusso. “LeU/I Progressisti – conclude il Consigliere regionale – non può in nessun modo accettare che il Governo affronti il problema dell’immigrazione con mosse di pura propaganda dal sapore disumano oltre che razzista. Il Governo allora spieghi che progetti ha per il Cara di Bari e quale sarà il destino degli uomini, delle donne e dei bambini che intende lasciare per strada. Sia chiaro. Non farlo sarebbe non solo un segnale di debolezza, ma anche di insipienza politica”











