Un accordo per lo smaltimento dei rifiuti nelle discariche private a prezzi calmierati. Può essere questo un puntello per arginare l’emergenza rifiuti in Puglia e cercare di limitare gli aumenti della Tari che, negli scorsi giorni, ha messo in agitazione i Sindaci pugliesi.
Resta, tuttavia, una gestione emergenziale, dove tramite un accordo di programma verranno destinate volumetrie disponibili in 4 discariche pugliesi ai rifiuti indifferenziati provenienti dai Comuni ed all’umido, anche risultante dalle lavorazioni agricole.
Il tutto in attesa che la Regione Puglia vari il piano regionale di gestione dei rifiuti e, prima o poi, si cominci a parlare di gestire gli stessi anche con progettualità e futuribilità. Perchè se pure va bene un piano per l’emergenza, il problema resta sul campo, soprattutto considerando che le discariche non hanno volumi infiniti e che in ogni caso bisogna chiudere il ciclo dei rifiuti e dare concreta conclusione al riciclo, portandolo a compimento effettivo.
A maggior ragione quando ormai in quasi tutti i nostri Comuni le percentuali di raccolta differenziata superano le soglie di bare richieste, ed in alcuni casi raggiungono anche eccellenti performances, superando l’80% del volume complessivo di raccolta.
Su iniziativa dell’assessore all’Ambiente della Regione Puglia, Gianni Stea e dell’Ager (Agenzia regionale per la gestione dei rifiuti), rappresentata dalla presidente, Fiorenza Pascazio e dal direttore generale, Gianfranco Grandaliano, e alla presenza del vicepresidente dell’Anci Puglia, Francesco Crudele, è stato siglato un accordo di programma con i gestori delle discariche di Canosa di Puglia (Bleu Srl), Taranto (Italcave Spa), Brindisi (Formica ambiente Srl) e Statte (Cisa Spa) al fine di mettere ordine nelle procedure di conferimento dei rifiuti indifferenziati e dell’umido e fissare tariffe vantaggiose anche nell’ambito del piano regionale di gestione dei rifiuti della Regione Puglia, in corso di approvazione.
In particolare, tra l’altro, la Regione si impegna a presentare entro 60 giorni il disegno di legge per l’avocazione dei procedimenti di Aia o di Via/Aia, attualmente di competenza provinciale, relativa agli impianti di smaltimento rifiuti non pericolosi che si trovano sul territorio regionale. Mentre i gestori si impegnano a riservare al materiale proveniente dal trattamento dei rifiuti regionali indifferenziati, ovvero dei rifiuti provenienti dal trattamento della frazione umida, parte delle proprie volumetrie residue. E si impegnano anche a dare priorità ai rifiuti non riciclabili provenienti dalle attività agricole, per i quali sarà determinata una tariffa di solidarietà, a fronte delle ben note problematiche che investono il comparto.
In generale nell’accordo di programma c’è l’impegno delle parti ad applicare agli smaltimenti, fino al 31 luglio 2020, la tariffa di euro 100 a tonnellata oltre ecotassa e Iva. Mentre a favore dei Comuni interessati dagli impianti finali di smaltimento è stabilito in aggiunta un ristoro ambientale di 0,75 euro a tonnellata di rifiuto conferito che i gestori dovranno corrispondere alle medesime scadenze della ecotassa.
“Perseguiamo quanto disposto dall’articolo 177 comma 5 del Tua, che prevede le modalità per conseguire le finalità e gli obiettivi di proteggere l’ambiente e la salute dei cittadini prevenendo e riducendo gli impatti negativi della produzione e della gestione dei rifiuti. Una missione che portiamo avanti guardando alle necessità dei Comuni e anche di categorie professionali e imprenditoriali che attraversano un periodo di serie difficoltà”, ha detto in proposito Stea.











