HomePoliticaBariPrimarie di centrodestra a Bari? Le vince il PDR (Pasquale Di Rella)

Primarie di centrodestra a Bari? Le vince il PDR (Pasquale Di Rella)

Le primarie del centrodestra di Bari che hanno visto protagonisti tre sfidanti, ovvero il candidato vincente Pasquale Di Rella (Forza Italia più liste civiche), Fabio Romito (Lega) e Filippo Melchiorre (Fratelli d’Italia), sono state ancora una volta la conferma che in città a vincere, è il centrosinistra.

Non è una contraddizione, Di Rella che ha fatto man bassa di voti con il 51% delle preferenze, è un ex del Partito Democratico, sino ad un anno fa Presidente del Consiglio Comunale della città. Non proprio il pedigree dell’oppositore, del cambio di rotta, della discontinuità, e neppure segnale della stanchezza dei baresi verso le politiche di questi anni.

Una vittoria non al cardiopalma, anzi, ha staccato di oltre 20 punti percentuali il giovane Romito, passato anche lui negli anni da Forza Italia, poi al progetto dei Conservatori Riformisti – Noi con l’Italia di Fitto, gruppo misto ed infine approdato nel pollaio della Lega.

Nonostante la pienissima piazza che Matteo Salvini ha radunato in centro a Bari per sostenerlo. Anche se i social l’hanno punzecchiato con le sue stesse dichiarazioni del 2016: “Io non sono un salviniano, io non sono un leghista, io sono orgoglioso di essere meridionale.”, affermazioni valse l’attenzione di Selvaggia Lucarelli su Facebook.

Mentre per Melchiorre è scesa in Puglia Giorgia Meloni, ma solo Di Rella ha scelto il basso profilo, chiedendo anzi alla dirigenza nazionale di stare alla larga dalla città. Detta alla Berlusconi: “Ghe pensi mi!”. Formula a quanto pare vincente, ora la sfida sarà con Decaro, oppure ci troviamo, dato l’excursus, dinanzi a due facce della medesima medaglia?

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Andrea Lorusso
Andrea Lorusso
Classe '91, ragioniere di titolo e professione, giornalista per passione. Collaboro con varie testate dal 2011, possibilmente editorialista di Politica ed Economia. Scrivo perché avere una opinione e farla conoscere, è terapeutico contro la superficialità imperante.

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