HomePoliticaPiano aeroporti 2026-2035, Angolano: "Taranto penalizzata. I voli civili sono un diritto"

Piano aeroporti 2026-2035, Angolano: “Taranto penalizzata. I voli civili sono un diritto”

“Il nuovo Piano Nazionale Aeroporti 2026-2035 rappresenta un’offesa al territorio tarantino e a una delle infrastrutture più strategiche del Mezzogiorno. Relegare lo scalo “M. Arlotta” di Taranto-Grottaglie a solo spazioporto significa ignorare deliberatamente le necessità di mobilità di cittadini, imprese e lavoratori”.

Lo dichiara in una nota la consigliera regionale Annagrazia Angolano.

“Non sorprende la miopia politica, ma lascia interdetti l’incoerenza. Mentre il 20 ottobre scorso il Consiglio Comunale di Taranto esprimeva all’unanimità la necessità di aprire lo scalo al traffico passeggeri di linea, oggi leggiamo note di giubilo del Sindaco per un Piano che, di fatto, nega questa possibilità. È un modo di fare politica che non tiene conto della reale volontà del territorio”.

Secondo la consigliera Angolano, il territorio ionico è vittima di una marginalità infrastrutturale inaccettabile. “Taranto non ha l’alta velocità ferroviaria, non è direttamente connessa alla rete autostradale e i collegamenti con gli scali di Bari e Brindisi sono esigui e costosi per chi non possiede un’auto. Il Piano 2026-2035 continua a privilegiare lo scalo barese per i voli internazionali, negando a Taranto i collegamenti minimi con Roma, il Nord e le isole”.

La nota sottolinea come lo sviluppo tecnologico non debba escludere il traffico civile. “In tutta Europa (Milano, Roma, Bruxelles, Parigi, Francoforte, Londra, Istanbul, Madrid, Amsterdam e Lipsia e Colonia in Germania) le attività cargo (o altro) convivono perfettamente con i voli passeggeri. Solo a Taranto ci viene raccontato che lo spazioporto (per il quale pare manchi anche la certificazione ad hoc) esclude i voli di linea. È una tesi tecnicamente infondata e politicamente sbagliata”.

Angolano ricorda l’enormità di risorse pubbliche già investite nell’infrastruttura, tra cui il rifacimento della pista di rullaggio, l’ampliamento dei piazzali, la bretella di collegamento e il terminal passeggeri (in fase di ultimazione).  “Disponiamo di una delle piste più lunghe d’Italia e di un’aerostazione moderna. Se non c’è la volontà politica di garantire la continuità territoriale, lo si dica chiaramente ai cittadini e si rimetta in discussione il modello di gestione e la stessa concessione aeroportuale. Le notizie del Piano Nazionale ci impongono celerità: pretenderò rispetto per una delle più grandi aree urbane italiane. Sono certa che non sarò sola in questa battaglia. Taranto merita di volare, è un diritto dei tarantini”.

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Redazione
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