Erano in migliaia, ieri pomeriggio, a Taranto, ad un mese esatto dalla scomparsa di Giorgio Di Ponzio, il 15enne morto a causa di un sarcoma contro il quale ha lottato per tre lunghi anni, per partecipare alla ‘Fiaccolata per i nostri angeli‘ organizzata dai Genitori tarantini in memoria di tutti i bambini morti per ie malattie connesse all’inquinamento.
Una lunga fiumana di persone in rabbioso silenzio che da piazza dell’Arsenale ha raggiunto piazza Carbonelli per ricordare i piccoli che non ci sono più e che hanno lottato contro le malattie causate anche, se non principalmente, dall’inquinamento che Taranto e i tarantini per anni hanno dovuto subire per la presenza, ingombrante e vicinissima, dell’impianto siderurgico un tempo Italsider ed Ilva, ora Arcelor Mittal.
Nei giorni scorsi, in nome dell’associazione “Giorgio forever”, il padre di Di Ponzio aveva chiesto simbolicamente ad “Arcelor Mittal e alle altre industrie fonte di inquinamento a Taranto di spegnere i propri impianti” per la giornata di ieri, in rispetto alle vittime. L’azienda ha risposto con ammainando le bandiere di fronte all’ingresso principale in segno di rispetto e partecipazione.
A Taranto era presente anche Michele Emiliano, il presidente della Regione Puglia, che ieri sera è stato contestato da un gruppo di partecipanti alla fiaccolata. Il ‘governatore’ è arrivato a corteo già avviato e si è messo nella parte finale. Appena è stato notato, un gruppo di partecipanti lo ha invitato ad andare via. “Io ho qui il diritto di stare”, ha detto Emiliano a chi protestava. “Sono capace di farmi insultare per tutta la durata del corteo, ma da qui non me ne vado, io da qui non mi muovo, sono l’unico riferimento che avete – ha aggiunto – sono quello che vi ha sempre difeso”.











