Quinto pareggio consecutivo del Foggia che impatta nella trasferta in terra marchigiana per 2-2. La sfida tra Ascoli e Foggia divide la posta in palio, ma quanta sofferenza per i pugliesi, che devono ringraziare un grandissimo tiro di Oliver Kragl che, al suo primo gol stagionale su azione dopo 5 centri su punizione, evita la sconfitta e dona ossigeno vivo agli oltre 900 tifosi pugliesi che in un freddo martedì di febbraio hanno raggiunto Ascoli.
Padalino ne cambia cinque rispetto alla sfida con il Benevento, e lancia Mazzeo, Cicerelli e Matarese (alla sua prima partita da titolare nel Foggia) come tridente offensivo. Nell’Ascoli Vivarini conferma titolari Rosseti (in gol con la Cremonese tre giorni fa) e Beretta, con Rubin sulla sinistra al posto di D’Elia.
Pronti, via e si fa subito male Valentini, con Quaranta che entra in campo come centrale difensivo in un ruolo non suo e dopo tantissime partite passate in panchina.
Si sa che il Foggia prende troppi gol in avvio di gara, ed anche questa sera la tradizione viene rispettata. Passano 12′ e Rosseti controlla splendidamente in area, complice anche una difesa statica, e supera Leali. Frattesi sfiora il raddoppio e il Foggia sembra sbandare pericolosamente, ma pian piano i rossoneri pugliesi prendono possesso del centrocampo.
Matarese (buona la sua gara)si allarga a destra, Cicerelli a sinistra per creare spazi soprattutto alle incursioni di Deli (migliore del Foggia fino a quando ha avuto benzina): è lo schema tattico voluto dal tecnico foggiano che, lentamente cresce in intensità e qualità di trame offensive.
Al 29′ arriva il meritato pareggio: Matarese controlla sullo scatto e mette da destra una palla al centro che viene solo toccata dalla difesa dell’Ascoli. Arriva Deli sul rimpallo e palla sotto la traversa. Il finale del primo tempo è molto vivace. Mazzeo spara su Milinkovic-Savic, Beretta su Leali e nel finale Busellato viene ammonito (salterà la prossima partita) per un fallo su Ninkovic. Sulla palla lo stesso serbo che con un destro a giro impallina il portiere del Foggia sul suo palo quando manca solo 1 minuto al termine del primo tempo: squadre negli spogliatoi e Foggia sotto di un gol.
La ripresa, onestamente, è bruttina. Le occasioni non arrivano nè da una parte nè dall’altra. Il Foggia cerca di avanzare, ma non riesce a rendersi pericoloso. Si segnalano soltanto cartellini gialli e qualche nervosismo di troppo, come quando Ranieri e Beretta si avvinghiano per un pallone uscito a centrocampo.
Nel Foggia entrano Iemmello e Kragl per cercare la rimonta, ma non ci sono idee in attacco. Si gioca palla lunga a scavalcare il fitto centrocampo ascolano, ma senza problemi per la difesa.
Alla fine ci sono 5 attaccanti di ruolo nel Foggia, che manda avanti anche Billong per cercare un colpo di testa. Ma proprio quando tutto sembrava ormai perso, e l’Ascoli aveva appena gettato al vento un contropiede, la palla arriva a Kragl sui 30 metri.
Il tedesco decide di sfoderare uno dei suoi sinistri micidiali e colpisce la palla di esterno. Milinkovic-Savic non riesce a capire come girerà la palla, che si infila imparabile a fil di palo sulla sua destra.
Un grande gol, il sesto del campionato, per l’esterno tedesco del Foggia, a segno per la seconda partita consecutiva ed ancora determinante per un pareggio che se da un lato non può soddisfare il Foggia, che aveva assoluto bisogno di vincere, dall’altro lato impedisce una sfonfitta quando ormai stavano scorrendo i titoli di coda.
“Dobbiamo vincere – ha detto a fine gara Kragl – anche se segnassi di meno, se il Foggia vincesse non sarebbe un problema. Sono importanti i punti verso il nostro obiettivo. Noi dobbiamo vincere, il pareggio non cambia la nostra stagione ed il nostro cammino. Dobbiamo crederci fino alla fine. Abbiamo giocato con 5 attaccanti con la palla lunga ed alla fine è andata bene”.




















