HomePoliticaProvince, Scianaro: la sinistra protesta, ma la riforma è targata Renzi

Province, Scianaro: la sinistra protesta, ma la riforma è targata Renzi

Dalla Puglia arrivano critiche molto nette e precise alla riforma delle Province voluta ed attuata dal Governo di Matteo Renzi. Troppa poca organizzazione, nessuna certezza sui lavoratori, su chi deve assumerli e come utilizzarli (e pagarli), come devono avvenire i trasferimenti di fondi tra vecchi e nuovi enti. Che, nel territorio, significa che non si ca chi deve spendere i soldi per la manutenzione ordinaria delle strade, chi deve mettere le squadre di operai in giro per garantire la pulizia delle aree di competenza provinciale, chi deve pagare il metano nelle scuole, con tutte le polemiche che in questi giorni hanno infiammato il web ed i giornali.

“Povera sinistra: oggi punta il dito contro responsabile dei disastri provocati dalla riforma delle Province, Matteo Renzi; e domani sarà costretta a dire che il suo riferimento pugliese, Michele Emiliano, è il miglior candidato possibile. Si può essere tanto camaleontici?”. Lo dichiara il consigliere regionale di Forza Italia, Antonio Scianaro.

“Alcuni colleghi consiglieri –aggiunge- arrivano comunque tardi: giorni fa, il nostro capogruppo Ignazio Zullo ha lanciato un appello concreto al presidente Introna per un tavolo sull’annosa questione. Una questione che ha più facce e porta con se più preoccupazioni: innanzitutto, il destino dei più di 1600 dipendenti provinciali, per i quali ancora non esistono certezze. Ma basta aprire un giornale per apprendere fino in fondo la portata di questa riforma scellerata. Dal servizio mensa nelle scuole ai riscaldamenti, alla crisi di importanti e prestigiosi enti culturali,  costretti a chiudere i battenti perché le Province non ricevono ancora le deleghe. Ci domandiamo come facciano gli esponenti del centrosinistra a ribellarsi, dal momento che avrebbero potuto farlo prima e con successo, visto che il premier è il loro segretario nazionale e il loro candidato alla presidenza della Puglia è il suo referente pugliese. Certo è che non è molto serio protestare oggi, quando si poteva impegnarsi ieri per scongiurare una riforma simile”.

” Noi abbiamo sollevato la questione –conclude- e chiesto gli incontri necessari. Altri, si limitano ad alzare la bandierina per ‘dare la presenza’”.

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Redazione
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