Il progetto di legge presentato dal consigliere regionale del Partito Democratico Fabiano Amati qualche settimana fa è stato bocciato dall’Aula del Consiglio Regionale pugliese, ma il dibattito prosegue, ed ad accendere la miccia è lo stesso Amati, che rilancia sulla necessità di arrivare all’approvazione di un testo, sulla falsariga di quello da lui già proposto, che possa disciplinare, soprattutto, l’esercizio dell’attività intramoenia dei medici ospedalieri in caso di lunghe liste d’attesa.
Una proposta di legge che, per mesi in calendario, non ha mancato di lasciare l’amaro in bocca al suo proponente dopo l’esito del voto in aula, e strascichi polemici soprattutto all’interno della maggioranza di centrosinistra che, in parte, ha votato contro.
E si ritorna a discutere. Con le inevitabili polemiche.
“Sulle liste di attesa nella sanità l’Aula, due mesi fa, ha deciso in modo chiaro e inequivocabile optando per una soluzione diametralmente opposta rispetto a quella proposta dal consigliere Amati. Ma nonostante ciò lo stesso Amati continua a ritornare sul punto di partenza solo per meri fini propagandistici”.
Lo dichiara il presidente regionale de La Puglia con Emiliano e vice presidente della Commissione Sanità, Paolo Pellegrino, intervenendo sull’ennesimo dibattito sulla riduzione delle liste di attesa nella sanità.
“Ancora una volta – spiega Pellegrino – occorre fare chiarezza per sgomberare il campo da inutili e continue polemiche a mezzo stampa. Mentre la proposta Amati riteneva di risolvere questo problema minacciando e sanzionando in automatico medici, tecnici e infermieri che svolgano attività intramoenia, il Consiglio Regionale nella sua piena autonomia ha rigettato tale proposta ritenendo che il problema delle liste di attesa, che innegabilmente esiste e che va contrastato, va risolto solo con atti di riorganizzazione e non con furiosi approcci punitivi“.
“E’ quasi commovente – prosegue Pellegrino – il tentativo di chi pur sconfitto dal voto sovrano dell’Aula, riesumi a più riprese una proposta che non esiste. Va precisato infatti che la legge varata dal Consiglio, grazie e soprattutto agli emendamenti da me proposti e sostenuti trasversalmente da alcuni consiglieri (penso in primis al collega capogruppo Zullo), individua nei direttori generali il compito e la necessità di sopperire all’aumento della domanda sanitaria, sempre in crescita, attraverso l’aumento dell’offerta, che rispetto a 20 anni fa è sostanzialmente rimasta inalterata se non, in alcuni casi, addirittura ridotta”.
“Giova anche ricordare – aggiunge Pellegrino – che nella legge varata dal Consiglio regionale c’è la svolta operata e sostenuta dal presidente nonché assessore alla Sanità Emiliano: individuare anche nell’apporto dei privati accreditati, la fonte dell’aumento dell’offerta a sostegno dell’aumento della domanda. Naturalmente, e sia chiaro, il sostegno extra-budget da parte dei privati accreditati non potrà mai essere sostitutivo rispetto all’impegno pubblico, ma soltanto sussidiario al fine di bypassare le difficoltà di acquisire nuove risorse, soprattutto nella fase del piano di riordino a cui è stata sottoposta la Regione Puglia”.
“Pertanto – conclude Pellegrino – il sempre attento collega Amati se ne faccia una ragione e non continui ad alimentare polemiche a distanza con gli ordini professionali dei medici su una legge che non esiste più e sulla quale l’aula del Consiglio si è espressa, due mesi fa, a chiare lettere”.











