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Xylella, il sorvolo di Centinaio in Salento: “Chiediamo scusa alla Puglia per tutti i danni subiti”

Torna in primo piano la Xylella e l’emergenza che, da anni, colpisce il reparto olivicolo del Salento e dell’intera Puglia. Ed ieri sono arrivate parole molto importanti dal Ministro per l’Agricoltura Gian Marco Centinaio, che da Lecce ha puntato l’indice contro l’Europa e contro Governi che per anni nulla hanno fatto per combattere il batterio quando i focolai erano molto più limitati ed il problema aveva una portata decisamente minore.

Il Ministro ha voluto rendersi conto davvero della situazione nelle campagne salentine, con un  sorvolo di 45 minuti in elicottero in un territorio di ben 165 chilometri quadrati di campagne su cui si trovano gli ulivi devastati dalla xylella, tra Brindisi e Lecce.

“L’Europa sa bene – ha detto Centinaio – che se la Xylella è arrivata in Salento non è perché vi sia arrivata da Marte, ma perché i confini dell’Europa non sono sicuri. La responsabilità dell’arrivo in Salento della Xyella sta in un’Europa che da un lato, in alcuni Paesi come l’Italia, sembra matrigna, permettendo tutto ad altri Paesi”.

E poi il Ministro spiega le sue parole.

“Se penso – ha proseguito – che in un porto importante come quello Rotterdam, in un Paese dove pensano di essere più civili di noi, non abbiano fatto un controllo elementare come quello sulla xylella significa, sono convinto, che ci sono delle responsabilità ben precise dell’Europa che forse dovrebbe prestare più attenzione a quei Paesi che fanno meno controlli semplicemente perché devono rispondere a logiche di mercato”.

LE COLPE DELLO STATO

Ma le responsabilità non vanno scaricate soltanto sull’Unione Europea e sui mancati controlli. Ad avere una bella fetta di colpe è uno Stato che ha fatto finta di nulla per tanti, troppi anni, lasciando gli agricoltori nel mezzo del guado, tra ordinanze raffazzonate, prese di posizione politica e liti tra istituzioni che tutto hanno prodotto tranne che la cura del fenomeno-xylella.

“Chiedo scusa alla Puglia perché lo Stato, che si può chiamare ministeri, Regione, politica italiana o magistratura, in questi anni ha voltato la faccia dall’altra parte”. Così il commento del Ministro dopo il sorvolo in elicottero su 165 km di area infetta da Xylella. “Chiedo scusa – ha detto alle centinaia di agricoltori di Coldiretti presenti nel teatro Politeama Greco – non come cittadino, ma come ministro dell’Agricoltura e come rappresentante dello Stato italiano”.

LA SITUAZIONE DEL SALENTO

“Sembra una regione avvolta da una ragnatela, è impressionante. Sorvolando queste aree mi è venuta la pelle d’oca e più l’elicottero si soffermava su questi alberi diventati ormai dei tronchi bruciati e più mi arrabbiavo”. “Purtroppo – ha aggiunto – i tempi della macchina burocratica per dare una riposta immediata si sono allungati perché in Italia c’è un mostro che mi fa schifo, un mostro che se gli tagli una testa gliene escono subito altre due, ed è la burocrazia. Per ogni mese perso ci sono stati 2 chilometri infettati”.

Tutto giusto. Sarebbe ora, dunque, di mettersi davvero al lavoro, tutti insieme, per cercare di fermare l’infezione? O è il caso di perdere altri mesi in inutili chiacchiere, e di conseguenza chilometri di territorio che vanno ad allungare la ragnatela dell’infezione?

Facciamolo questo provvedimento. E facciamolo presto. Ascoltando innanzitutto chi quel mondo agricolo lo vive tutti i giorni, sporcandosi le mani e leccandosi le ferite di un batterio che, certamente, non è arrivato in Salento a piedi.

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Redazione
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