A caldo ieri sera Matteo Salvini a Porta a Porta, ha cominciato a togliersi qualche sassolino dalla scarpa nei confronti di quell’alleato di Governo che in queste ultime settimane ha inanellato una scorrettezza dopo l’altra. Il tracollo del M5S sceso al 17% a codeste Europee, è sintomatico di una politica non efficace, non lungimirante, ed evidentemente non sentita dagli italiani.
La Lega raddoppia e sale al 34%, certificandosi per la prima volta nella storia primo partito d’Italia. Un successo senza precedenti, alle Europee del 2014 il Carroccio era al 6,4% e già si parlava di resurrezione, alle Politiche 2018 al 17% ed ora raggiunge il picco del 34,33%. Un fenomeno tutto sociologico, nuovo, che rimarrà nei libri di storia.
L’eleganza del leader – se pure in tono aspro – però non manca, e continua a rimarcare che per il Governo, per le poltrone, non cambierà nulla. Concentrandosi sul tema fiscale: “Riduzione delle tasse. Uno shock fiscale alla Trump è quello che può permettere all’Italia di tornare ad essere Italia. E agli italiani di fare i medici, gli agricoltori, le partite IVA, gli imprenditori, qua, senza scappare dall’altra parte del Mondo. Ci vorrà coraggio, ci vorrà energia, noi le idee chiare ce le abbiamo, i progetti ce li abbiamo.”
E qui riprende il tema Armando Siri, il Sottosegretario ch’è stato costretto a lasciare i banchi dell’Esecutivo tornando tra le fila dei Senatori, per via dello sciacallaggio pentastellato. Di Maio ha concentrato tutta la sua campagna elettorale su questo cavallo di battaglia, sfarinando consenso a causa dello scarso appeal sugli elettori.
Così Salvini ne approfitta per ridare credito ad una persona che – ricordiamolo sino ad oggi – non è nemmeno rinviata a giudizio: “E su questo (avere ideato e portato avanti la Flat Tax, ndr) mi permetto di ringraziare Armando Siri, mi permetto di ringraziarlo per il suo lavoro. È stato vittima di un linciaggio senza precedenti nelle ultime settimane, a lui va il mio abbraccio ed il mio conforto. In un Paese civile i processi si fanno in Tribunale, non sui giornali, in Consiglio dei Ministri, in televisione. E penso che il voto degli italiani sancisca anche questo, siamo un Popolo di 60 milioni di cittadini innocenti sino a prova contraria. I processi in pubblica piazza non sono degni di un Paese civile.”











