Non passa la stretta anti-gioco in Puglia. Nella seduta di oggi il Consiglio Regionale ha votato una proposta di modifica che attenua notevolmente le restrizioni della legge regionale sul gioco legale in vigore dal 2013. Presentata da forze della maggioranza di Emiliano (Noi a Sinistra, Leu) la proposta ha trovato in assemblea un’ampia convergenza, fatta eccezione per il Movimento Cinque Stelle. Queste le misure più importanti.
Il Consiglio regionale ha approvato, infatti, con 37 voti favorevoli e 6 voti contrari la proposta di legge. L’innovazione principale riguarda le modalità del distanziometro: le nuove autorizzazioni all’esercizio delle attività di GAP non verranno concesse nel caso di ubicazioni in un raggio inferiore ai 250 metri, “misurati per la distanza pedonale più breve su suolo pubblico” da istituti scolatici primari e secondari, università, biblioteche pubbliche, strutture sanitarie e ospedaliere e luoghi di culto.
Per nuova autorizzazione di intende l’installazione di apparecchi aggiuntivi, con esclusione di apparecchi esistenti. L’ampliamento dei locali superiore al 50% della superfice esistente o il trasferimento dell’attività in altro locale è equiparato a nuova apertura.
I gestori dei centri scommesse e tutto il personale che vi opera dovrà frequentare, con periodicità biennale, corsi di formazione organizzati dalle ASL e dal altri soggetti che saranno individuati con provvedimento della Giunta regionale.
Non sarà possibile esporre, all’esterno delle sale da gioco, cartelli, manoscritti e proiezioni video che pubblicizzino la possibilità di vincite anche verificatesi precedentemente.
La Giunta regionale, inoltre, promuoverà la stipula di apposita convenzione tra Regione, Forse dell’ordine, concessionari di giochi e scommesse e ASL , finalizzata all’attivazione di una serie di iniziative nell’ambito della prevenzione, della vigilanza e del contrasto alla violazione delle norme nazionali e regionali in materia.
Ridotto il distanziometro – La legge del 2013 proibiva l’apertura di sale giochi e l’installazione di apparecchi di gioco (slot e Vlt) al di sotto di 500 metri dai cosiddetti “luoghi sensibili”. La modifica approvata oggi riduce la distanza minima a 250 metri «da istituti scolastici primari e secondari, università, biblioteche pubbliche, strutture sanitarie e ospedaliere e luoghi di culto».
Salve le licenze esistenti – Il Consiglio ha votato l’abrogazione dell’articolo che stabiliva un termine di decadenza per le licenze di gioco già esistenti al momento dell’entrata in vigore della legge e non in regola con il regime delle distanze minime. Tali autorizzazioni in base alla vecchia norma sarebbero dovute decadere il 20 dicembre 2018, anche se il termine era stato prorogato al 20 giugno con un emendamento dell’ottobre scorso. Se la modifica non fosse passata, quindi, per molte attività sul territorio pugliese sarebbe partito entro qualche giorno l’iter di chiusura. Con il voto odierno del Consiglio, il rispetto delle distanze minime dai luoghi sensibili riguarda soltanto le nuove aperture.
Meno potere ai Comuni – Le amministrazioni comunali perdono la possibilità di individuare altri luoghi sensibili otre a quelli previsti dalla legge e anche quella di disciplinare gli elementi architettonici, strutturali e dimensionali delle sale da gioco e delle relative pertinenze.
Slot proibite nei piccoli locali – L’installazione delle slot è vietata in bar e tabacchi al di sotto dei 20 metri quadrati. Tra i 20 e i 50 metri quadrati non è consentita l’installazione di più di 2 apparecchi. Dai 50 in su si possono installare fino a sei apparecchi.
La Formazione – Altre modifiche bilanciano il senso “antiproibizionista” delle novità di cui si è detto finora. I gestori dei punti gioco sono tenuti a frequentare entro sei mesi e poi con cadenza biennale corsi di formazione sulle normative di settore e sulla prevenzione del gioco patologico. Proibita inoltre l’esposizione di cartelli fuori dai locali, che pubblicizzino possibilità di vincite o vincite realizzate.
“Un grande ringraziamento va alle forze politiche che hanno sostenuto il diritto al lavoro e quello dell’impresa”. Così Fabio Biondo, consigliere dell’associazione Astro, commenta la modifica alla legge regionale contro la ludopatia che riduce da 500 a 250 metri la distanza minima tra sale da gioco e luoghi sensibili e salvaguarda le attività di gioco già esistenti, cancellando ogni termine di decadenza. “Il risultato di oggi dimostra che quando i politici sono responsabili, l’appartenenza di partito non conta”, conclude Biondo.











