HomePoliticaArcelorMittal, linea dura col Governo: "Resti l'immunità o chiudiamo il 6 settembre"

ArcelorMittal, linea dura col Governo: “Resti l’immunità o chiudiamo il 6 settembre”

In assenza di una soluzione al problema della protezione legale, l’ex stabilimento Ilva di Taranto chiuderà il 6 settembre, quando entrerà in vigore la legge che abolisce l’immunità per i dirigenti.

A parlare è stato l’ad di ArcelorMittal Europa, Geert Van Poelvoorde, a margine di una conferenza di Eurofer. “Il Governo continua a dirci di non preoccuparci, che troverà una soluzione, ma finora non c’è niente. Quindi il 6 settembre l’impianto chiuderà. Abbiamo ancora due mesi, spero che il Governo trovi una soluzione, siamo aperti a discutere”, ha detto.

Il punto dello scontro con il Governo sono le norme sull’immunità per i nuovi acquirenti dell’impianto ex Ilva, misure contenute nel Dl crescita, sul fronte dei lavori per il ripristino ambientale del territorio: “diciamo che in queste condizioni – ha sottolineato l’ad di ArcelorMittal – non si puo’ andare avanti perché non posso mandare i miei manager lì ad essere responsabili penalmente in una situazione già fuori norma perché l’impianto é sotto sequestro”.

Intanto l’azienda franco-indiana che ha avviato la procedura di acquisizione degli impianti ex-Ilva, ha ha avviato la cassa integrazione dal primo luglio per 1395 dipendenti, con una durata di 13 settimane.

Cosa che non ha fatto che accrescere l’irritazione del Mise per questa situazione. E fonti del Ministero per lo Sviluppo Economico parlando con la stampa hanno confermato che “si sta lavorando per trovare una soluzione assieme ad Arcelor Mittal” perché “l’avvio della Cig per i lavoratori dell’Ilva tramite comunicato stampa é un atteggiamento irresponsabile che mina l’equilibrio sociale del territorio di Taranto”.

Forte preoccupazione è stata espressa dal sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, il quale ha auspicato “che il Governo agisca in fretta per mettere in sicurezza la vicenda”.

Il vicepremier Matteo Salvini, da parte sua, ha sottolineato che “con 15 mila posti di lavoro non si scherza” e ha affermato che avrebbe mantenuto “le garanzie legali” per i manager perché “non si puo’ cambiare un contratto in corso d’opera”. Una chiara frecciata alla scelta M5s di eliminare le immunità.

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Redazione
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