HomePoliticaIl Ministro Bongiorno “attacca” gli statali alla sedia

Il Ministro Bongiorno “attacca” gli statali alla sedia

Stop ai furbetti del cartellino. Questo è il mantra che circola da anni, ma soprattutto quello che il Ministro per la Pubblica Amministrazione Giulia Bongiorno ha fatto proprio, da quando è entrata in carica. L’avvocato di ferro, fautrice anche del codice rosso per le molestie e della proposta di test psicologici per i Magistrati, lancia la c.d. legge Concretezza.

“Felice di una legge che prevede la drastica riduzione dei tempi delle procedure concorsuali, nuove risorse in settori strategici della P.a, aiuti alle amministrazioni in affanno e un metodo di lotta contro l’assenteismo finalmente incisivo: fino ad oggi, di fatto, la facevano franca in troppi; adesso, con le impronte digitali e la videosorveglianza, preveniamo il fenomeno. È finita l’epoca delle truffe.”

A quanto pare entro la fine dell’anno potranno diventare operativi i riconoscimenti biometrici per i dipendenti del settore pubblico, con il cartellino timbrato mediante impronta digitale. Sarà difficile segarsi un dito per mandare il collega a farlo al proprio posto.

Tuttavia c’è da dire che rispetto ai Governi precedenti questo è il primo che inquadri la questione nella giusta direzione, ovvero non solo caccia all’imboscato del mestiere per licenziarlo, ma turnover ed assunzioni massicce per rilanciare ed efficientare i servizi erogati dalla P.A.

Le spending review degli scorsi anni hanno avuto il solo obiettivo di infuocare le folle contro gli statali, complici i mass media, con la goduria tutta casereccia dei licenziamenti collettivi, ammettiamolo per invidia, quando un “posto fisso” di quel pregio saltava.

Il problema è che – per un fannullone licenziato – non veniva assunto nessuno, e quindi si puntava artatamente a ridurre gli organici. E quindi anche ad allungare le lunghe attese per il cittadino che si presenta agli sportelli per ottenere un diritto qualsiasi. Rabbia, frustrazione, “non servono a niente”, e via di nuovo alla quiescenza di massa.

Però così abbiamo massacrato il lavoro, e il lavoro porta reddito, e il reddito del pubblico impiego non viene consumato su Marte, ma si diffonde al bar, alla macelleria, al negozio, in banca, nei fitti, ecc, ecc. Licenziare le persone e metterle a carico del welfare, è un doppio danno per il cittadino, anzi triplo in questo caso. Meno servizi pubblici, meno domanda interna, più spesa sociale.

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Andrea Lorusso
Andrea Lorusso
Classe '91, ragioniere di titolo e professione, giornalista per passione. Collaboro con varie testate dal 2011, possibilmente editorialista di Politica ed Economia. Scrivo perché avere una opinione e farla conoscere, è terapeutico contro la superficialità imperante.

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