HomeAmbiente e ScienzeAmbienteSalviamo Ciccillo, qualcuno vuole mozzargli la testa

Salviamo Ciccillo, qualcuno vuole mozzargli la testa

Quello che vedete in foto è l’Uomo di Altamura, un unicum in campo geologico ed archeologico, che abbiamo la fortuna di conservare qui in Puglia. Non è solo presente l’intero scheletro di un individuo neanderthaliano, già una circostanza scientificamente e culturalmente rilevante: queste ossa sono incastonate in una formazione calcitica – la grotta di Lamalunga – di grande bellezza e valore. Un vero tesoro per il nostro territorio. Ci chiediamo allora a cosa stessero pensando i presenti quando il Comune di Altamura approvava un progetto cui oggetto di gara era “Forniture speciali per la realizzazione del modello iperrealistico e di ricostruzione scientifico-artistica del corpo in grandezza naturale dell’Uomo di Altamura e connessi materiali, servizi e informazioni funzionali all’intervento di musealizzazzione”, nell’ottobre 2014, e nel quale, però, si prevede la rimozione del cranio del povero “Ciccillo”.

Una notizia che sembrava una “bufala” ma che, con il passare dei giorni e la ricerca della documentazione attuata in primis da William Formicola, socio del Centro Altamurano Ricerche Speleologiche ed ex assessore alla Cultura della Provincia di Bari, si è dimostrata una inconcepibile verità. “La rimozione meccanica – ha spiegato Formicola – non solo metterebbe a rischio la conservazione dei resti umani ma distruggerebbe un contesto naturalistico e paesaggistico inestimabile. Sarebbe un’azione irreversibile”.

Una decisione così insensata da chiederci se esistano documenti che attestino l’accaduto. A proposito di questo, Formicola ha riferito “Il consigliere comunale Enzo Colonna ci ha permesso l’accesso agli atti e ciò che abbiamo letto ha confermato i nostri timori”. Oltre al Comune di Altamura, anche la Soprintendenza per i beni archeologici ha dato parere favorevole, capovolgendo tutti i principi riguardanti la conservazione, la reversibilità degli interventi, il “meno è meglio” che è necessario spesso attuare in presenza di beni artistici ed archeologici.

Quali interessi si nascondono in questa vicenda? “Probabilmente vi è la volontà di qualcuno di avere sul tavolo del proprio laboratorio un reperto unico al mondo, di estremo valore” ha risposto l’ex assessore, infatti ad aggiudicarsi il bando di gara è stata l’Ati – Associazione Temporanea d’Imprese – “Digitarca snc, Università La Sapienza di Roma, Università di Firenze”. Ma non saltiamo a facili conclusioni. Ciò che sappiamo con certezza è che i documenti riguardanti il progetto non sono stati visionati né dall’Ente Parco Nazionale dell’Alta Murgia – cui presidente, Cesare Veronico, si sta già mobilitando per bloccare l’intervento – né dalla Regione.

Sicuramente nei prossimi giorni i protagonisti di questa vicenda si incontreranno per confrontarsi. La comunità attende risposte, vuole sapere come si possano prendere provvedimenti così importanti senza una pubblica discussione scientifica e senza rendere partecipe il territorio ed i suoi numerosi attori.

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