Che fine farà, adesso, la Flat Tax tanto cara a Salini ed alla Lega da essere uno dei punti fondanti dell’accordo che, quindici mesi fa ha portato alla formazione del primo governo a guida di Giuseppe Conte?
Sembrerebbe, infatti, tutto pronto per una retromarcia dell’attuale maggioranza, decisamente contraria all’ipotesi di una tassa unica per tutti.
“È evidente che questo Governo vada nella direzione contraria rispetto a quello che avevamo cominciato a fare noi.” Comincia così l’intervento di Armando Siri nell’aula del Senato, ricordando l’intento della precedente compagine di maggioranza: “Avevamo cominciato ad introdurre concretamente una riforma per i lavoratori autonomi, per le partite Iva, e che ha coinvolto due milioni di lavoratori, con un’aliquota unica al 15% fino a 65.000 mila euro.”
Denunciando adesso la possibilissima retromarcia sulle migliorie normative al cuneo fiscale: “Avevamo previsto anche una ‘Fase 2’ rivolta alle famiglie. C’è bisogno di una riforma strutturale e non di piccoli palliativi. Serve superare il sistema fiscale fermo agli inizi degli anni ’70.” Prosegue Siri: “Ci stavamo lavorando con i colleghi del Movimento 5 Stelle, introducendo l’innovazione del reddito famigliare.”
Adesso dieci milioni di famiglie non potranno risparmiare circa 2mila euro l’anno, in assenza di un investimento che: “Richiedeva coraggio, avevamo preventivato una prima tranche di 13 miliardi.” Con “un sistema di deduzioni inversamente proporzionale al reddito e direttamente proporzionale ai componenti del nucleo famigliare.”
La tassa piatta “sarebbe stato un provvedimento che agiva sulle cause del problema, per risolvere la stagnazione, e per curare la possibile recessione economica. Non si può continuare ad agire solo a livello sintomatico, senza risolvere le cause. L’antibiotico costa di più dell’Aspirina, però i suoi effetti sono curativi, definitivi.”
Siri ironizza sul significato di “cuneo” per il Governo: “Usate due tipi di definizione, una dell’OCSE ed una dell’ISTAT. Dentro queste definizioni c’è una serie di cose. Volete intervenire sui costi previdenziali del datore di lavoro? Del lavoratore? Volete intervenire sulle imposte che paga il lavoratore a livello fiscale? Non è chiaro dove volete intervenire con questi pochi soldi. È evidente che con 2,7 miliardi tutto non potete fare, o state prendendo in giro le imprese, od i lavoratori.”
L’intento, nelle parole del senatore leghista, è quello di evitare di prendere di petto le vere differenze tra lavoratori autonomi e dipendenti: “Ho sentito fare delle considerazioni completamente prive di logica, quando qualcuno vuole paragonare la tassazione sul reddito dipendente e quella sulle Partita Iva. Nonostante la stessa base imponibile, è evidente che del 78% che rimane in mano alla Partita Iva forfettaria, poi c’è bisogno di assorbire una serie di deduzioni, senza malattia, ferie, maternità, permessi retribuiti. A differenza del netto del dipendente.”
“Se faccio il cartongesso, mi alzo la mattina alle 6 e torno la sera alle 9, quanto ho lavorato? Non otto ore, ma 14-16 ore. Magari anche il Sabato, la Domenica. Come si fa a fare un parallelo di questo tipo? Non è possibile continuare ad attaccare i lavoratori autonomi perché sono tutti presunti evasori, e si attaccano sempre i piccoli.”
“In questo Paese sono le Multinazionali che portano fuori 24 miliardi di fatturato con un danno all’erario certificato di 7 miliardi. Andate a cercare i soldi da chi veramente li porta via, e non dai poveretti che devono sbarcare il lunario!”.
Siri è un fiume in piena: “Lo avete detto che il bonus degli 80 euro lo prende anche il coniuge di un nucleo famigliare in cui c’è uno che guadagna 100mila euro, e l’altro 20mila? Confondete lo strumento fiscale come uno di welfare sociale. Chi è in situazione di difficoltà lo aiutiamo, ma non c’entrano le tasse!”
Concludendo: “Bastava andare in Europa convinti, è ovvio che se non sono convinto io come posso convincere gli altri? Parlate anche di 7 miliardi di recupero dell’evasione, l’avessimo chiesto noi ci avrebbero dato un TSO. Sembra quasi che con pochi soldi vogliate fare molte cose. Il punto è che gli italiani non hanno bisogno di una gara di fortuna, ma di certezza e concretezza per il loro futuro! E voi, non siete in grado di garantirlo.”











