Il 15 ottobre del 1940 uscì nelle sale cinematografiche “Il grande dittatore”, scritto, prodotto, diretto e interpretato dal grande regista senza tempo Charlie Chaplin. ll film sia per tecnica filmica sia per narrazione letteraria, viene considerato come uno dei più importanti capolavori del regista che affronta da una prospettiva inedita e satirica la drammatica realtà sociale del totalitarismo.

La trama

La storia è quella di un barbiere ebreo e del dittatore di Tomania Adenoid Hynkel, caricatura di Adolf Hitler, che hanno le stesse sembianze e non lo sanno. Alla fine, per una circostanza fortuita, il barbiere si ritroverà a parlare all’umanità al posto del terribile dittatore.

Ricordiamo che Chaplin decise di girare questo film nel 1939, anno in cui Hitler era nel momento più alto del suo potere mentre gli Stati Uniti erano ancora formalmente in pace con la Germania nazista. A causa del potere nazifascista la sua distribuzione venne vietata in quasi tutta l’Europa dal 1940 al 1945  mentre in Italia il Minculpop, sfruttando la diceria falsa che Chaplin fosse ebreo, emanò la disposizione di “Ignorare la pellicola propagandistica dell’ebreo Chaplin“; così come anche anche nella riedizione del 1960 vennero  tagliate le sequenze in cui appariva la moglie di Napaloni, chiaro riferimento alla vedova Mussolini, unica persona vivente fra quelle a cui il film alludeva. Nonostante  le difficoltà di distribuzione, Il grande dittatore è stato il film di maggiore successo commerciale di Chaplin, riconosciuto da critica e pubblico come  uno dei più significativi della storia del cinema, ottenendo nel ’41 cinque candidature per il premio Oscar.

Il “Discorso all’umanità”

Il Grande Dittatore è da ricordare inoltre per essere stato il primo film interamente sonoro di Chaplin, star del cinema muto per eccellenza. Ed è proprio con questo film che Chaplin ci insegna che il nazismo non si combatte con un diverso programma politico, democrazia o comunismo che sia, bensì solo gridando il proprio sdegno e la propria illusione.

«Mi dispiace, ma io non voglio fare l’imperatore. Non voglio né governare né comandare nessuno. Vorrei aiutare tutti: ebrei, ariani, uomini neri e bianchi. Tutti noi esseri umani dovremmo unirci, aiutarci sempre, dovremmo godere della felicità del prossimo. Non odiarci e disprezzarci l’un l’altro. In questo mondo c’è posto per tutti. La natura è ricca e sufficiente per tutti noi. La vita può essere felice e magnifica, ma noi l’abbiamo dimenticato. L’avidità ha avvelenato i nostri cuori, fatto precipitare il mondo nell’odio, condotti a passo d’oca verso le cose più abiette. Abbiamo i mezzi per spaziare, ma ci siamo chiusi in noi stessi. La macchina dell’abbondanza ci ha dato povertà, la scienza ci ha trasformati in cinici, l’abilità ci ha resi duri e cattivi. Pensiamo troppo e sentiamo poco. Più che macchine ci serve umanità, più che abilità ci serve bontà e gentilezza. Senza queste qualità la vita è vuota e violenta e tutto è perduto… “ Charlie Chaplin

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Roberta Lobascio
Classe '90,laureata alla magistrale di scienze dell'informazione e editoriale. Appassionata di giornalismo: dal 2015 collabora con varie testate locali e blog culturali. Da sempre sostenitrice dell'informazione corretta, contro ogni manipolazione.