A partire da oggi non dovrebbe essere più possibile (ma purtroppo il condizionale resta d’obbligo) dimenticare i bambini piccoli da soli nelle autovetture. Scatta questa mattina, infatti, l’obbligo per tutti gli automobilisti che hanno a bordo dei bambini con meno di 4 anni di età di montare nei veicoli i dispositivi anti abbandono.
Lo ricorda il ministero Infrastrutture e trasporti sottolineando che l’obbligo di montare tali sistemi per i bambini a bordo fino a 4 anni di età scatta a partire proprio dal 7 novembre, cioè dopo 15 giorni cioè dalla pubblicazione in G.U. (n. 249 del 23 ottobre scorso) del Regolamento attuativo che elenca le caratteristiche tecnico-costruttive in materia, appunto, di dispositivi anti abbandono.
Si tratta di sistemi in siano in grado di attivare automaticamente un allarme sonoro e visivo nel caso in cui il conducente si allontani dall’auto dimenticando il bambino nell’abitacolo. Il Regolamento chiarisce anche che i dispositivi possono essere già incorporati nei seggiolini oppure possono essere installati a posteriori su seggiolini che ne sono privi o, ancora, essere integrati nell’auto.
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LE MULTE
Ricordiamo che per chi non rispetta tale obbligo potrà essere erogata una multa da 80 a 323 euro e 5 punti in meno dalla patente (art. 172 del Codice della strada).
Quando il conducente sia incorso, in un periodo di due anni, in nella violazione (recidiva) per almeno due volte, all’ultima infrazione consegue anche la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da quindici giorni a due mesi: lo stabilirà il Prefetto.
E qui però c’è il primo problema. Le specifiche tecniche sono state stabilite dalla legge soltanto 15 giorni fa. In commercio ci sono ancora pochi seggiolini, soprattutto perchè ancora non sono stati prodotti in quanto non si conoscevano le esatte specifiche. Le scelte, dunque, sono limitate sia come modelli che come dotazioni e dispositivi da istallare a bordo dei veicoli.
Le multe però, secondo il codice della strada, devono scattare fin da oggi, con pochissimo tempo per mettersi in regola (già scaduto). E’ probabile che arrivi una circolare del ministero dei trasporti che indichi alle Forze dell’Ordine, per il primo periodo, di ricordare ai genitori ed ai conducenti dei veicoli l’obbligo senza emettere sanzioni che poi potrebbero essere oggetto di ricorso per l’impossibilità dell’adeguamento nei tempi previsti.
GLI INCENTIVI ED I PROBLEMI
Nel decreto del 23 ottobre (articolo 52) è stato anche istituito un fondo per incentivare ed agevolare l’acquisto dei dispositivi salva bebè. Un fondo che però è insufficiente. Numeri alla mano, considerando che il bonus è di 30 euro a dispositivo, e che la copertura finanziaria è di 15 milioni di euro per il 2019 (un altro milione di euro per il 2020), si potranno finanziare al massimo 500mila acquisti di seggiolini (altri 33mila nel 2020), per un totale di 533mila dispositivi salva bebè. In Italia però ci sono circa 1.840.000 bambini al di sotto dei 4 anni. E quindi su 10 famiglie, soltanto 3 accederanno ai fondi e 7 no.
Ma ancora. Questo bonus ancora non si sa come e quando e con che criteri verrà emesso. Probabilmente (ma è una ipotesi al momento) ci sarà un sito internet in cui ci si dovrà registrare ed iscrivere per inserire i dati del proprio dispositivo e poi partirà una procedura di verifica, controllo ed emissione del bonus. Che le famiglie chissà quando vedranno, anche perchè non è ancora chiaro se sarà uno sconto sul prezzo (che però sarà già stato pagato dalle famiglie), un rimborso di denaro o una detrazione fiscale da inserire nella propria dichiarazione dei redditi.











