Passo indietro della Regione Puglia sulla legge che modifica i criteri per l’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Dopo le riflessioni su disegno di legge delle scorse settimane, adesso la linea intrapresa è quella di evitare che anche gli occupanti abusivi degli alloggi possano partecipare ai bandi per gli stessi alloggi.
Il disegno di legge di modifica delle norme per l’assegnazione e la determinazione dei canoni di locazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica è stato al centro delle audizioni della V commissione consiliare presieduta da Mauro Vizzino.
Alla seduta di questa mattina in Regione Puglia sono intervenuti la dirigente della Sezione Politiche abitative, Luigia Brizzi, i rappresentanti dei sindacati di categoria (CISL e UIL), il Sunia, Assocasa e i direttori delle Arca provinciali.
Il provvedimento, sul quale erano stati chiesti approfondimenti nel corso della seduta precedente, ha suscitato particolari perplessità in merito alle disposizioni che danno la possibilità ai Comuni di consentire la partecipazione al bando anche agli occupanti abusivi: pertanto i due assessori proponenti, Alfonso Pisicchio per le Politiche abitative e Giovanni Giannini per le Infrastrutture, hanno delegato la dirigente Brizzi a chiedere la temporanea sospensione dell’esame del disegno di legge in Commissione per chiarire meglio alcuni aspetti.
L’obiettivo del provvedimento, è stato ribadito, non è quello di favorire l’illegalità, ma di mettere ordine in un settore molto delicato e dal forte impatto sociale, attraverso una sorta di censimento di tutte le situazioni di irregolarità. La struttura tecnica ha manifestato dunque la propria disponibilità a recepire ulteriori suggerimenti e a incontrare nuovamente i soggetti interessati.
Stante questa premessa, la Commissione ha deciso di proseguire comunque con le audizioni dei presenti. I sindacati confederati, apprezzando l’occasione di confronto, hanno annunciato la presentazione di alcuni correttivi al testo, con particolare riferimento ai criteri di assegnazione, alla forte morosità e alla necessità di escludere dai bilanci delle Arca i crediti che non potranno mai essere recuperati.
Contrari ad ogni tipo di “sanatoria” anche le associazioni degli inquilini. Da Assocasa è stato richiamato il principio dell’affidamento “pro tempore” del bene pubblico per cui dovrebbero essere evitate previsioni che ne allunghino il periodo di fruizione, oltre alla richiesta di applicare a tutti il canone stabilito in base ai parametri di reddito e di inserire il modello ISEE per valutare la situazione economica dei soggetti. Aspetto sollecitato anche dal Sunia, con la necessità che tale indicatore sia modulato sulle specifiche caratteristiche dell’edilizia residenziale pubblica. Attenzione è stata chiesta anche per la manutenzione degli immobili, che versano in condizioni “fatiscenti”, con uno stanziamento economico più incisivo all’interno del bilancio regionale.
L’intervento del direttore dell’Arca Nord Salento è stato invece focalizzato sulla necessità di interventi a tutela della situazione economica e patrimoniale delle Agenzie per la casa e sulla richiesta di semplificazione dei rapporti con Comuni, Agenzia delle Entrate e Catasto.
La consigliera Antonella Laricchia del M5s ha manifestato l’impegno ad interessarsi della questione, mentre in merito alle nuove disposizioni per l’assegnazione degli alloggi ha espresso preoccupazione sull’eventualità che possa trattarsi di una “sanatoria per gli abusivi”.
Forti perplessità sul punto anche dal consigliere di Forza Italia, Domenico Damascelli per il quale “non vanno sostenute situazioni di illegalità” e che ricordando di aver presentato un’interrogazione sugli immobili delle Arca, ha ribadito la necessità di dare dignità alle persone che abitano in condizioni di forte degrado.











