Un bando modificato e riproposto 18 volte e che davvero non trova la sua pace, mentre i termini per l’utilizzo dei fondi europei è prossimo alla scadenza. E non c’è pace per il bando regionale sugli investimenti pugliesi del Programma di sviluppo rurale (Psr) di circa trecento milioni di euro.
Il Tar della Puglia lo ha di nuovo bloccato, ribaltando le precedenti decisioni e riammettendo i ricorsi contro la graduatoria regionale già rivista e corretta nei mesi scorsi.
Un vero e proprio baratro per il Psr Puglia, secondo il consigliere regionale del M5S Cristian Casili. “Non vi sono più i margini per impedire il disimpegno delle risorse. Il disastro tanto annunciato si è concretizzato a causa della superficialità di chi governa questa Regione. Come può essere – insiste Cristian Casili – che un bando venga modificato 18 volte e chiuso dopo 18 mesi? Un fallimento che andrà a pesare anche sulla prossima programmazione comunitaria, in cui avremo a disposizione meno risorse”.
E non sono meno pesanti le critiche che arrivano sulla Giunta regionale da Forza Italia. Nino Marmo, Giandiego Gatta, Domenico Damascelli e Francesca Franzoso, in una nota congiunta, sottolineano come ci sono “responsabilità politiche elevatissime sottese al blocco dei pagamenti del Piano di Sviluppo Rurale, tanto da poter dire ad Emiliano di cominciare il trasloco dalla guida della Regione. Tuttavia, poiché tutelare i nostri agricoltori deve essere l’interesse principale per tutti, apprezziamo gli sforzi, anche se pieni zeppi di errori banali, che l’assessorato sta facendo in questi giorni, convocando anche il partenariato per verificare strade alternative. Una ‘attenuante’, quest’ultima, che non può però cancellare una pagina nera della nostra agricoltura, una delle peggiori della storia della nostra Regione, scritta da Emiliano, che evidenzia lo stato di abbandono dell’assessorato e del settore agricolo, probabilmente gestito fino ad ora inseguendo interessi diversi da quelli degli agricoltori”.
E Giannicola De Leonardis rilancia e sottolinea: “Oggi il Tar ha messo una pietra tombale sul Psr e sulla residua possibilità di salvare le ingenti risorse disponibili per l’annualità in corso. Non per colpa dei magistrati amministrativi, ovviamente, ma di una politica figlia di improvvisazione, contraddizione, confusione, inconsistenza, che ha fatto finire nel baratro un intero comparto, in un mandato amministrativo che sarà salutato come una liberazione dai terribili disastri in serie che ha provocato e sta provocando”.












