La dodicesima edizione del BIG, Bari International Gender Festival, nasce con un tema semplice ma fortissimo: l’Amore, quello con la A maiuscola! In un momento in cui la violenza e le guerre sono le parole più ricorrenti, l’Amore come terreno di ricerca artistica rimette in discussione molte delle certezze sulle quali si reggono le nostre società. La prospettiva da considerare è quella di una forza critica in grado di opporsi all’indifferenza e di proporre nuove forme di relazione. “L’amore – ha detto Tita Tummillo, direttrice artistica della rassegna – va inteso come pratica pubblica collettiva legata alla giustizia sociale; e, visto nell’ottica della cultura, diventa una infrastruttura riparativa in una società al collasso”.
Nel corso della conferenza stampa che si è tenuta nella Sala Murat con Miki Gorizia, anch’egli direttore artistico, alla presenza di Paola Romano, assessora alla cultura del Comune, e Micaela Paparella, consigliera delegata alla Pinacoteca Giaquinto, è stata sottolineata con forza e commozione la dedica di questa edizione ad Andrea Sorino, direttore tecnico del festival, scomparso prematuramente nel gennaio scorso.
Anche quest’anno saranno presenti questioni che riguardano la vita collettiva, come la libertà dei corpi, le identità di genere, le marginalità, le discriminazioni, le disabilità. “BIG Love” affida a teatro, danza, musica il compito di incrinare i modelli culturali dominanti che trasformano le differenze in gerarchie. E mentre sorge spontaneo l’interrogativo “L’amore può essere una parola rivoluzionaria?”, una prima risposta esiste già: “Se l’odio è il linguaggio del nostro tempo, l’amore è il sentimento più ostinato per contrastarlo.”
Il “BIG Love” è un progetto multidisciplinare e transfemminista organizzato dalla Cooperativa AL.I.C.E., che dal 2015 porta a Bari alcune delle esperienze più innovative della scena artistica internazionale. Saranno 22 spettacoli disseminati in varie location di Bari: dal Teatro Kismet all’Abeliano, dallo Spazio Murat al Teatro Spazio13, dall’Officina degli Esordi al Teatro Kursaal e al Museo del Mare.
La programmazione performativa comincia venerdì 6 novembre al Teatro Abeliano, con l’anteprima nazionale di «Lovely_I» di Daniele Albanese: geometrie, rumori, canzoni, frammenti gestuali trasformano il corpo in un archivio di immagini.
Domenica 8 novembre, a Spazio Murat, un’altra anteprima nazionale: «Motus Sonus» di Alesya Dobysh, progetto interdisciplinare realizzato con il compositore e sound artist Max Frimout: il lavoro mette in relazione movimento, suono e architettura attraverso improvvisazione, sintesi modulare.
Mercoledì 11 novembre, sempre a Spazio Murat, arriva «Op. 22 No. 2» di Alessandro Sciarroni, breve assolo interpretato dalla danzatrice Marta Ciappina, ispirato al poema sinfonico «Il cigno di Tuonela» di Jean Sibelius e al poema «Kalevala».
Tra le proposte più radicali dell’edizione figura «I have such a horrible voice» di GUI B.B, in anteprima nazionale il 13 e 14 novembre a Spazio Murat: precarietà, vulnerabilità, alienazione e senso di colpa diventano materia di un lungo poema fisico e spettrale, popolato da oggetti, canzoni e suoni.
Il 16 novembre, Daria Deflorian al Teatro Abeliano, Daria Deflorian presenta «Quaderno_Greta Garbo», una conversazione intima con il pubblico che nasce dai suoi quaderni di lavoro.
Sabato 21 novembre, al Museo del Mare, sarà la volta di «Rossocrepa» di Sara Sguotti, Premio Ubu 2024 come Miglior Attrice e Performer Under 35: al centro della performance, le trasformazioni del corpo femminile nell’esperienza della maternità.
Lunedì 23 novembre, al Teatro Spazio13, Diana Anselmo presenta «Autoritratto in tre atti», lecture-performance che affronta uno dei nodi centrali del dibattito contemporaneo sulla disabilità. Questa riflessione proseguirà mercoledì 25 novembre al Teatro Kursaal, con «Comunità invisibile. Identità intersezionale, discriminazioni e appartenenza», incontro del programma pubblico realizzato in collaborazione con Puglia Culture e il Tavolo Tecnico LGBTQIA+ del Comune di Bari. Lo stesso giorno al Teatro Abeliano, Licia Lanera presenta «Altri libertini», adattamento dell’opera di Pier Vittorio Tondelli, scrittore che con il suo esordio del 1980 raccontò senza filtri il desiderio, la sessualità, le inquietudini e le marginalità di una generazione. Lo spettacolo, premiato nel 2025 con il Premio Ubu per il miglior adattamento da testo non originale, intreccia «Viaggio», «Altri libertini» e «Autobahn», affidandone la materia narrativa a quattro corpi e quattro voci.
Giovedì 26 novembre, a Spazio Murat, il coreografo e performer francese Yohann Baran presenta «JAY», ispirato all’immaginario gotico della scrittrice queer Poppy Z. Brite, il lavoro esplora la relazione tra erotismo, oscurità e rappresentazione del corpo.
Il percorso performativo del festival si conclude sabato 28 novembre al Teatro Kismet con «Puff», diretto dalla coreografa brasiliana Alice Ripoll e interpretato da Hiltinho Fantástico: il linguaggio della danza contemporanea incontra quello del passinho, nato nelle culture urbane brasiliane, in una coreografia che fa del movimento una forma di memoria.
Un’attenzione particolare è riservata anche alle generazioni più giovani, attraverso MiniBIG, il progetto che porta nelle scuole e nei luoghi della formazione le questioni culturali e sociali affrontate dal festival. Martedì 17 novembre, alle 9, al Multicinema Galleria di Bari, si terrà «Adolescenze al maschile plurale», un appuntamento che unisce cinema e tavola rotonda per interrogare le trasformazioni della maschilità contemporanea. L’iniziativa è gratuita e aperta, previa prenotazione, a tutte le classi seconde e terze delle scuole secondarie di secondo grado di Bari e provincia.
Musica, elettronica e club culture, dal dialetto tarantino alla techno internazionale: la musica occupa uno spazio significativo nella dodicesima edizione del BIG, non come semplice accompagnamento alle performance, ma come linguaggio autonomo di ricerca. Mercoledì 18 novembre, al Teatro Spazio13, dopo «En retrait» di Laura Simonet, il programma prosegue con «ACCIAIO», progetto musicale in dialetto tarantino di Stefano Palmieri.
Sabato 21 novembre, dalle 23 all’Officina degli Esordi, il festival incontra Masseria Wave per «BIG WAVE», una serata dedicata alla cultura queer contemporanea, tra documentario, DJ set e performance.
Venerdì 27 novembre, a Spazio Murat, arriva «Venir meno» di Francesca Sproccati, tra i lavori invitati alle Giornate del Teatro Svizzero 2026. La performance intreccia musica elettronica, parola, movimento e immagini.
La notte conclusiva del 28 novembre al Teatro Kismet sarà dedicata alla musica elettronica. Il programma musicale sarà aperto da Monica Pastore, DJ e producer barese, la cui ricerca si muove tra frequenze fisiche e viscerali, costruendo un’esperienza sonora legata alla liberazione del corpo. La chiusura di «BIG Love» sarà affidata ad AKUA, DJ ghanese-americana residente a Berlino.
Accanto agli spettacoli e alla musica, il festival conferma l’importanza della riflessione teorica, da sempre parte integrante della sua identità culturale. Venerdì 20 novembre, dalle 9.50 alle 12.30, nell’Aula C di Palazzo Ateneo, si terrà «BIG LOVE / Rituali d’amore, della carne e di altre ossessioni – Dialoghi sul BIG», appuntamento curato da Claudia Attimonelli. Il confronto tra ricerca accademica e pratiche artistiche costituisce uno degli elementi più significativi del BIG.
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