“PMA per tutte”: la mobilitazione dell’Associazione Luca Coscioni fa tappa a Bari

Fa tappa in Puglia la campagna nazionale “PMA per tutte”, promossa dall’Associazione Luca Coscioni per chiedere l’estensione dell’accesso alla Procreazione Medicalmente Assistita anche a donne single e coppie di donne. La mobilitazione, in programma dal 21 al 31 ottobre con tavoli di raccolta firme e incontri territoriali, ha già superato le 45.000 adesioni a livello nazionale, avvicinandosi alla soglia delle 50.000 firme necessarie per il deposito della proposta di legge d’iniziativa popolare alla Camera dei Deputati.

Oggi, martedì 27 ottobre 2026, alle ore 15.00, l’Aula “De Blasi” del Centro di Chirurgia Generale del Policlinico di Bari ospiterà un incontro di approfondimento per fare il punto sulla vertenza e sulle testimonianze del territorio.

Il confronto al Policlinico e la modifica della Legge 40

All’incontro barese intervengono:

  • Katia Bianco, architetta barese che ha raccontato la propria esperienza di PMA intrapresa da single all’estero;

  • Filomena Gallo, segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni;

  • Clementina Cantatore, medico dell’Ospedale “F. Jaia” di Conversano e segretaria SIFES;

  • Felice Spaccavento, Presidente della III Commissione Sanità e Servizi sociali del Consiglio regionale della Puglia;

  • Linda Antonucci, professoressa di Psicologia Clinica all’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”.

La proposta di legge punta a modificare l’articolo 5 della Legge 40/2004, che attualmente riserva la fecondazione assistita alle sole coppie eterosessuali coniugate o conviventi. Un limite normativo che, secondo le promotrici, discrimina in base allo stato civile o all’orientamento affettivo e spinge ogni anno numerose donne ad affrontare costosi viaggi all’estero o a rinunciare al proprio percorso di genitorialità.

Come ricordato da Filomena Gallo e Francesca Re (coordinatrice della campagna), la stessa Corte Costituzionale ha evidenziato l’assenza di ostacoli di natura costituzionale all’eliminazione del divieto, affidando al Parlamento la facoltà di adeguare la normativa. Oltre che ai banchetti fisici, la proposta di legge d’iniziativa popolare può essere sottoscritta digitalmente tramite SPID o CIE attraverso le piattaforme dedicate.

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Redazione
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