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A pochi chilometri da Bari, nel cuore del Sud-Est barese, sorge Noicàttaro, antico borgo pugliese, per secoli conosciuto con il nome di Noja. Anche se oggi si presenta con un aspetto più moderno rispetto al passato, la comunità “nojana” vanta ancora una forte identità legata all’agricoltura e al lavoro nei campi, affiancata da notevole attività commerciali di prodotti agricoli.
Noicattaro è soprattutto nota come eccellenza. nazionale ed estera per la rigogliosa coltivazione ed esportazione dell’uva da tavola di diverse varietà e delle olive. Tale successo è legato anche al geniale spirito di iniziativa degli agricoltori locali quando, i primi del Novecento, introdussero l’uso dei vigneti a tendone per proteggere i grappoli dai raggi solari diretti, soprattutto nelle ore centrali delle torride giornate estive. Il posizionamento dei tendoni, creando un microclima ideale, garantisce da sempre una maturazione omogenea e una resa produttiva nettamente superiore rispetto ai sistemi tradizionali. Al fine poi di risolvere lo storico problema della scarsità d’acqua, è stata fondamentale la realizzazione di pozzi artesiani, permettendo un’irrigazione costante e mirata.
UN PO’ DI STORIA
Noicattaro, anche se di origine antichissime come testimoniato dal ritrovamento di tombe e suppellettili di diversi secoli a.C., le nozioni sulla nascita del primo nucleo nojano, risalgono tra l’XI e il XII secolo. Un piccolo villaggio protetto da una torre feudale, da una cinta muraria con una sola porta d’ingresso e una Chiesa intorno alla quale si disponevano le abitazioni.
Tra i primi signori nobili che dominarono Noja nel periodo medievale, a partire dal 1072, viene menzionato dalla storia il normanno Goffredo conte di Conversano e nipote di Roberto il Guiscardo, al quale viene attribuita la riorganizzazione di tutto il territorio pugliese.
Dopo il declino degli Svevi e il passaggio al periodo angioino e aragonese, Noicattaro si trasformò in una vera e propria contea, il cui feudo fu ceduto a diverse tra le più importanti e blasonate famiglie del Regno di Napoli.
Ma fu con l’acquisto del feudo da parte della potente famiglia Carafa della Stadera, nel 1592, che Noja fu elevata a ducato. Il controllo sul territorio degli stessi durò fino all’abolizione della feudalità nel 1806, lasciando un’impronta indelebile nell’architettura. A seguito di dinamiche complesse, ereditarie e nobiliari, Noja passò alla famiglia spagnola Pérez, di origine spagnola giunta nel Regno di Napoli, e successivamente ai Longo de Bellis.
Nel 1863, a seguito dell’Unità d’Italia, i cittadini vollero abbattere la vecchia porta monumentale d’accesso al paese, simbolo del passato potere feudale e regime borbonico, cambiando anche la denominazione da Noja a “Noicattaro”.
CENTRO STORICO
Il centro storico di Noicattaro ha una suggestiva conformazione urbanistica, ad anelli concentrici, e strade che si avvolgono attorno alla Chiesa Matrice, “Santa Maria della Pace. Camminando per il borgo è una continua scoperta di stratificazioni architettoniche temporali, di murature normanne, archi, ampliamenti angioini e sopraelevazioni ottocentesche. Molte delle abitazioni, le più modeste e antiche, presentano scale esterne in pietra e piccoli cortili comuni che un tempo venivano utilizzati come spazi collettivi.
Lungo il primo anello si scorgono dimore nobiliari, datate tra il XVI e il XVII sec., con portali in tufo e ringhiere in ferro battuto, spesso con decorazioni barocche e stemmi di famiglie locali. Alcuni di questi edifici sono stati abbandonati all’incuria del tempo o danneggiati dalle tante manomissioni, ma sono comunque la testimonianza dell’antico sistema feudale che ha caratterizzato la vita di un borgo dal secolare rapporto con la terra.
La piazza più importante del borgo storico di Noicattaro è Piazza Umberto I dove un tempo spiccava il Palazzo Ducale di Noicattaro, noto anche come “antico castello”. Rappresenta il nucleo storico e monumentale originario attorno al quale si è poi sviluppato l’antico borgo medievale.
L’edificio risalente all’XI sec., un tempo fortificato, è attribuito al conte normanno Goffredo conte di Conversano. Nel corso del tempo, la funzione originaria di fortezza difensiva è stata trasformata in una residenza nobile, con l’avvento della famiglia feudale Carafa, nel 1592. Ampiamente ristrutturato prese le sembianze di un opulento Palazzo Ducale a testimonianza del loro prestigio sul territorio. Sulla facciata principale, infatti, spicca ancora oggi lo stemma araldico in pietra dei duchi. Nei secoli successivi una buona parte della struttura originaria ha subito dei frazionamenti di proprietà, con annessi manomissioni e interventi di ristrutturazione importanti.
La sinistra dell’edificio è occupata dal corpo di guardia, mentre uno scalone porta agli appartamenti ducali dove all’interno si conservano ancora alcuni affreschi. La sagoma mozzata della torre normanna, si trova alle spalle del palazzo. Restano solo tracce dei giardini pensili e sezioni dell’antico fossato normanno che circondava l’abitato.
Il Palazzo della Cultura

Degno di menzione è il Palazzo della Cultura, in via Console Positano, che oggi rappresenta il principale polo culturale della città, un piccolo tesoro che merita una visita. L’edificio, originariamente con funzioni di Convento dei Padri carmelitani scalzi, risale alla seconda metà del XVI. Fino al 1983 è stato sede del Municipio e, dopo un lungo periodo di abbandono e di successivi interventi di riqualificazione e ristrutturazione, è stato riaperto nel 2001 con funzione di centro culturale polifunzionale.
All’interno si trova una Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea che custodisce oltre cento opere di artisti italiani, uno spazio polifunzionale per eventi, mostre temporanee e incontri, oltre ad ulteriori spazi dedicati alla valorizzazione dei giovani talenti. E’ da sottolineare che in un’area del Palazzo è stato riprodotto lo studio di Nicola Pende, fondatore dell’endocrinologia e cittadino amatissimo di Noicattaro.
TEATRI E CHIESE
Orgoglio dell’intera cittadina è stata la riapertura nel 2021 del “Teatro Cittadino” o Piccolo Teatro, di proprietà del Comune. Un vero e proprio gioiellino in stile architettura italiana, la cui insegna è visibile all’esterno di un edificio ottocentesco, in via Carmine nei pressi della chiesa omonima.
Noto per essere “il più piccolo teatro d’Europa”, è stato realizzato nel 1869 su progetto di Francesco Paolo Nitti trasformando, grazie ad un abile e raffinato lavoro di falegnameria, un vecchio frantoio ipogeo del 1700 di proprietà dei Duchi Carafa di Noja. La volontà di questi ultimi era di regalarsi un ambiente di svago e di attività ricreative che, sebbene di soli 120 metri quadrati, riusciva ad accogliere 200 persone, di cui solo 50 con posti a sedere, riservati ad aristocrazia o famiglie benestanti.
La distinzione sociale tra la plebe e borghesia era ben marcata con la suddivisione degli spazi all’interno del teatro. I palchi erano separati e serviti da due ingressi indipendenti, e il settore più alto ed economico, il loggione, era destinato ai popolani. Gli spogliatoi per gli attori e suggeritori degli spettacoli, ancora esistenti, erano raggiungibili mediante botole pavimentali sul palcoscenico.
Al termine della Seconda guerra mondiale, la struttura è rimasta chiusa e lasciata nel dimenticatoio del più triste abbandono, per quasi 60anni, addirittura utilizzata come rifugio per sfollati. Quindi non solo privando la cittadina di un “teatro”, ma violentandone la storia e la bellezza. Dopo un accurata ristrutturazione e un restauro conservativo a cura dell’Arch. Gian Luigi Sylos Labini, su progetto donato dal FAI al Comune di Noicattaro, il teatro è stato dignitosamente restituito alla comunità con l’obiettivo di ritornare ad essere un adeguato luogo sociale e di cultura, patrimonio collettivo dove far continuare a vivere tradizione, la storia e dove nuove idee possano dialogare e confrontarsi.
Il visitatore, entrando, è colto dall’atmosfera storica, dalla memoria culturale dell’ambiente e dal perfetto effetto prospettico che dona l’illusione di una maggiore profondità, con una ben definita separazione tra il palcoscenico e la platea.
I colori predominanti del teatro a forma di cavallo sono il rosso delle 40 poltrone di velluto e dei tendaggi, compreso il sipario, il verde caldo del legno delle “tonnagini” (colonne tondeggiati) e l’oro di rifinitura dei piccoli palchi.
Le visite guidate offrono la possibilità di scoprire la bellezza di questo piccolissimo scrigno che, come volano socioculturale del territorio, prevede di ospitare rassegne teatrali, concerti, mostre e percorsi culturali formativi e di dialogo per tutte le età.
Nel 2019 il regista Matteo Garrone, in virtù delle piccole dimensioni del teatro, lo scelse per girare le scene più suggestive del suo “Pinocchio”.
Le Chiese Storiche
Le Chiese storiche di Noicattaro sono tante e sono, ognuna di loro, un punto di riferimento religioso della comunità.
La Chiesa più importante e più antica di Noicattaro è la Collegiata di Santa Maria della Pace, sita sulla piazza centrale del borgo antico. Edificata in epoca normanno-sveva in stile romanico-pugliese, custodisce la statua della Madonna del Carmine, patrona di Noicattaro. All’esterno alla sua sinistra è posta la torre campanaria alta 33 mt., visibile da diversi punti della campagna circostante.
Per menzionarne altre, di altrettanta importanza storico culturale sono:
la Chiesa settecentesca di Maria SS. Immacolata, detta anche “dei Foresi”, che si presenta con una facciata in semplice barocco e un campanile a vela;
la Chiesa della Madonna del Carmine, una struttura in stile barocco recentemente restaurata, che possiede una cripta ipogea sottostante;
la Chiesa di Santa Maria del Soccorso, una parrocchia moderna con una particolare struttura architettonica in legno;
la Chiesa della Madonna della Lama, di cui oggi resta solo il primo troncone della costruzione originaria, che prende il nome da un quadro ligneo della Madonna, trovato nel X o XI sec. lungo un torrente, Lama San Giorgio, durante un’alluvione. La chiesa è nota attualmente per essere sede del Convento agostiniano, sul cui sagrato di notte viene acceso il falò che dà inizio ai Riti della Settimana Santa.
Inoltre, sulla strada provinciale 57, verso Torre a Mare, sorge maestoso il Santuario della Madonna di Loreto, edificato tra il 1920 e il 1925 che custodisce all’interno l’affresco del XVI-XVII secolo, raffigurante la Vergine a mezzo busto col Bambino.
Di recente edificazione sono, invece la Chiesa di Santa Maria di Lourdes del 1970, in zona Sarchiello, realizzata in una mini-grotta, interamente a mano, da un ex contadino in seguito a un profondo richiamo spirituale, e la Chiesa di Santa Maria del Soccorso inaugurata l’11 dicembre del 2000.
NOICATTARO E DINTORNI
Noicattaro sorge su un territorio attraversato da lame naturali, antichi solchi fluviali formatisi durante le ere geologiche, che hanno permesso il perfetto equilibrio tra vegetazione naturale e paesaggio agrario, favorendo l’attività nei campi.
La campagna è caratterizzata da terreni coltivati a uva da tavola sotto distese di “tendoni” lussureggianti, mandorli e ulivi, con muretti a secco che delimitano le proprietà. Si scorgono qua e là antiche masserie fortificate o semi-fortificate, costruite tra il XVI e il XIX. Alcune di esse conservano ancora torri di avvistamento per la sicurezza, pozzi in pietra e frantoi ipogei dove sun tempo producevano l’olio d’oliva.
Una parte della popolazione, nei mesi estivi, si trasferisce nelle case di proprietà lungo la limitrofa costa adriatica, e frequenta calette o spiagge dei vicini centri come Mola, Monopoli, Torre a Mare, Polignano, ecc.
TRADIZIONI RELIGIOSE

I cittadini nojani sono fortemente legati al proprio passato e alle profonde tradizioni socioculturali e religiose. In particolare, attraverso i suggestivi e famosi riti della Settimana Santa che, uniscono fede, storia e folklore attirano ogni anno numerosi visitatori.
Molto sentita è la Festa di San Rocco nel mese di settembre, con luminarie, eventi di piazza e momenti di festa popolare che animano le strade del paese.
La Pro Loco di Noicattaro organizza numerose attività culturali, ricreative e tradizionali, spesso in collaborazione con le associazioni locali, tra cui mostre fotografiche, eventi sportivi, corsi e laboratori dedicati al teatro anche in vernacolo, pittura e cucito e all’Arte Madonnara.
Resistono anche eventi legati a tradizioni enogastronomiche con degustazioni, per consentire la conoscenza dei prodotti locali.
Evelina Giordano
Giornalista/Pubblicista
Blog “Ovunque Puglia”
www.ovunquepuglia.com












