Con la sosta del 16 e 17 novembre è tempo di bilanci per il Lecce. Sono state disputate 12 partite e il giro di boa, rappresentato dalla fine del primo girone, è ancora lontano, però alcune considerazioni di carattere statistico sono fondamentali per valutare l’operato del team giallorosso, tornato in Serie A dopo nove anni.
CLASSIFICA
Premesso che Brescia e Sassuolo hanno una partita da recuperare, la classifica vede i giallorossi al XVI posto con 10 punti conquistati frutto di 2 vittorie e 4 pareggi arrivati prima dello stop immeritato, o comunque molto contestato, contro la Lazio.
ANDAMENTO – Il Lecce è la squadra che ha vinto meno, insieme ad altre 4 con cui condivide i bassi fondi della classifica. E’, però al tempo stesso, la squadra che ha pareggiato di più, ben 4 volte, insieme a Fiorentina, Napoli e Roma. E’ significativo, al tempo stesso, il fatto che prima della gara contro il Milan il Lecce non aveva mai pareggiato. Quindi le 4 “X” sono arrivate nelle ultime 5 partite. Le sconfitte sono molte, 6, ma è vero che, a parte la sorpresa Cagliari, ha già affrontato le prime 7 della classe.
IN GRADO DI FERMARE LA JUVE – Da segnalare che è stata una delle due squadre capaci finora di fermare la Juventus, costringendola al pareggio. Ci era riuscita solamente la Fiorentina di Montella.
RETI – Dal punto di vista dei gol è attualmente la seconda peggior difesa, dopo il Genoa, avendo preso la bellezza di 25 reti. Dal punto di vista offensivo, invece, con 15 gol all’attivo, le cose cambiano. Cambiano anche e soprattutto se pensiamo che la mentalità offensiva di Liverani continua, anche nella Massima Serie, a farsi vedere e apprezzare. Con 5 reti realizzate Mancosu è al 14esimo posto della classifica cannonieri, pur non essendo un attaccante. E’, infatti, il primo centrocampista del ranking. Gli altri giallorossi ad essere andati in gol sono Lapadula (in 3 occasioni), Calderoni (in 2), Babacar, Falco, Lucioni, Farias e La Mantia (tutti in 1 occasione). Da segnalare, nella classifica assist men, Petriccione e Rossettini a quota 2.
I CALCIATORI
Per quanto riguarda le statistiche dei singoli calciatori le certezze di Liverani, paradossalmente, le troviamo nel reparto difensivo, quello che ha avuto maggiori difficoltà: il portiere Gabriel e i due centrali Rossettini e Lucioni sono i sempre presenti con 12 partite giocate, tutte dal primo minuto. L’altro fedelissimo è Mancosu che, però, pur collezionando 12 presenze, è entrato dalla panchina in qualche occasione. Gli stessi centrali, insieme a Lapadula, sono i più cattivi con 4 cartellini gialli collezionati. Farias, nella prima giornata, e Tachtsidis, contro la Sampdoria, hanno ricevuto, insieme a mister Liverani, un cartellino rosso. I problemi maggiori, secondo chi scrive, Liverani li ha avuti sulla destra. L’anno scorso Fiamozzi e Venuti hanno garantito affidabilità, precisione e copertura. Quest’anno con l’infortunio del primo e la partenza del secondo che è tornato alla Fiorentina il reparto è rimasto scoperto. Benzar non sembra ancora all’altezza del ruolo e Rispoli tutt’altro che sicuro, almeno per il momento. Per questa ragione Liverani ha rispolverato Meccariello che dopo aver giocato una stagione nel ruolo di centrale, al posto di Bovo, è tornato sulla fascia dove è nato nel Brescia. A sinistra Calderoni è uno dei migliori di inizio stagione. Anche in fase realizzativa, dove è riuscito a mettere a segno due gol e propiziarne uno di Mancosu, fondamentale.
A fianco, però, a chi è in buona forma ed è felice per essere stato utilizzato molto, c’è l’altro risvolto della medaglia: i giocatori che sono stati utilizzati meno o comunque al di sotto di quanto ci aspettavamo. Sicuramente tra essi c’è uno degli eroi della promozione, Vigorito. Dopo la prima giornata in cui due incertezze hanno condizionato il risultato finale, Gabriel, il portiere brasiliano prelevato dal Perugia, ha fatto di tutto per conservare il posto da titolare, ben consapevole che a inizio stagione partiva alla pari con Vigorito, appunto, per un posto da titolare. Spesso è risultato migliore in campo e ha contribuito con i propri interventi in maniera decisiva alla conquista degli attuali punti in classifica. Nel reparto difensivo il colombiano Vera, a parte un ingresso in campo a partita iniziata e fuori ruolo, non è mai stato utilizzato da Liverani. Stessa sorte per Riccardi entrato solo in un’occasione contro il Sassuolo per coadiuvare Meccariello nel difficile compito di arginare Boga. Ma c’è il fattore anagrafico che gioca dalla loro, dal momento che i due giocatori sono giovanissimi e saranno due dei cardini del Lecce del futuro. Anche i due acquisti Benzar e Dell’Orco sono ampiamente sotto i livelli che ci immaginavamo ad agosto. 5 presenze in un due. Nel settore di centrocampo Liverani continua ad affidarsi agli storici della promozione: Petriccione, Tachtsidis, Tabanelli, Majer e Mancosu. I due nuovi acquisti Shakhov e Imbula sembrano stentare a carburare. L’ucraino si è reso protagonista di una buonissima partita a Genova contro la Sampdoria, mentre il francese appare ancora fuori forma. Le cose si complicano se passiamo al reparto offensivo. Babacar e Farias hanno condotto questa prima fase all’insegna della discontinuità. Hanno alternato prestazioni notevoli e di sacrificio, anche in condizioni limite (infortunati), a scelte discutibili e poco utili alla squadra: il primo in occasione del calcio di rigore contro la Lazio, il secondo quando si è fatto espellere contro l’Inter appena entrato. Falco e Lapadula sembrano, in questo momento, i più affidabili. Il primo diventato lo spauracchio di tutte le difese, attentissime ai suoi dribbling e ripartenze, il secondo dal momento che sembra essere entrato finalmente in forma. Per La Mantia, utilizzato poco e spesso non dal primo minuto, contro la Lazio è arrivato il primo gol stagionale, un segnale positivo se pensiamo che l’attaccante romano anche l’anno scorso è entrato in forma smagliante dopo un paio di mesi dall’inizio del campionato.




















