HomeAmbiente e ScienzeAmbiente#SalviamolUomodAltamura: confronto tra Soprintendenza ed Ente Parco

#SalviamolUomodAltamura: confronto tra Soprintendenza ed Ente Parco

Ci eravamo lasciati con il Comune di Altamura che aveva approvato un progetto di musealizzazione riguardante l’Uomo d’Altamura ma che prevedeva la rimozione del suo cranio ad opera dei vincitori del bando di gara, l’Associazione Temporanea d’Imprese “Digitarca snc, Università La Sapienza di Roma, Università di Firenze”. Ci eravamo lasciati con stupore e indignazione per la totale mancanza di un precedente dialogo tra le parti, di una discussione scientifica e territoriale. Ora risale a pochi giorni fa l’atteso primo confronto pubblico tra il soprintendente ai beni archeologici, Luigi La Rocca, ed il presidente del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, Cesare Veronico, davanti alle telecamere del Tg3.

Le parole del sindaco di Altamura, Mario Stacca, intervistato nel servizio andato in onda contestualmente al dibattito, risultano superficiali. Si parla di “grossi finanziamenti, grandi esperti” e di un’ “eventuale asportazione di un frammento di cranio” mentre viene inquadrato uno dei fogli del progetto con sopra stampato, in caratteri cubitali, “Rimozione del Cranio”. La lingua italiana non è un’opinione soprattutto nei documenti scritti, soprattutto se parliamo di beni culturali e paesaggistici, di tutela del territorio, di ingenti quantità di denaro che sembrano sempre mancare ma non per pianificazioni non accuratamente vagliate.

Il soprintendente si fa subito scudo della decisione presa “di massima” con “il principio ineludibile della Conoscenza”: la possibilità – e sottolineiamo possibilità e non certezza – di ricavare maggiori informazioni su Ciccillo, giustificherebbe l’eventuale manomissione dello scheletro e la certa distruzione di un geosito, località di interesse geologico di rilevante valore naturalistico ed importante testimonianza della storia della Terra in quanto peculiare dell’area territoriale in cui è inserito per specifici fattori fisici, morfologici, climatici e strutturali.

Pronta la risposta del presidente Veronico, che subito parla della mancanza di garanzia di conservazione di un reperto di tale interesse scientifico ed enfatizza una delle questioni fondamentali di questa vicenda: l’assenza di condivisione con la società civile. Le decisioni prima si prendono, poi, se qualcuno se ne accorge in tempo, si ferma tutto e si discute, magari non ascoltando le ragioni degli altri. Questo sembra aver fatto durante l’intervista La Rocca che ha parlato di “discorso sul nulla” poiché si sta ancora “verificando la fattibilità”. Ma come? Prima si approva con parere favorevole un progetto di straordinaria invasività per il territorio e poi si controlla con sopralluoghi per capire la fattibilità?

Poca logica e chissà cos’altro in questa storia che ispira tante domande con tante risposte possibili. Perché non finanziare altri progetti indirizzati a siti abbandonati di simile impatto scientifico presenti in Puglia? Per i possibili dati ricavabili dallo studio in laboratorio del cranio, veramente non ci sono altre tecniche non distruttive per procedere con la ricerca e quanto le nuove informazioni gioverebbero al quadro esistente riferito all’evoluzione, in generale, e all’Uomo di Altamura, in particolare? Infine, si è consapevoli che distruggendo la grotta di Lamalunga si perpetua un danno ad un bene paesaggistico e anche, in termini di economia e sviluppo, ad un attrattore turistico valorizzato e valorizzabile grazie alla Carta Europea del Turismo Sostenibile conferita all’Ente Parco?

Sì, si dovrebbe procedere senza pregiudizi ma consapevoli di tutti vantaggi e svantaggi di un’operazione non reversibile.

 

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