Il calcio italiano boccheggia. Quello che sta accadendo a Parma è la punta dell’iceberg di un mondo pallonaro – inteso come “del calcio” – sempre meno in grado di auto-sostenersi e sempre più in balia dei pallonari – da pallonaio, ovvero “bugiardo”. La domenica di passione di Parma – sportiva, per i tifosi; di pura sofferenza, per dirigenze passate, presenti e chissà future – è l’ultimo atto di una storia che mina la credibilità agonistica, finanziaria e gestionale della serie A. Tommaso Ghirardi e Pietro Leonardi hanno lasciato nelle casse dei gialloblu un buco di oltre 97 milioni di euro. Voragine che il nuovo acquirente, Gianpiero Manenti, ha colmato solo a parole. Morale della (triste) favola: niente stipendi, rischio fallimento, società costretta a raccattare favori e aiuti per concludere la stagione in condizioni dignitose.
Nel mezzo del tavoliere delle Puglie il Barletta calcio sta vivendo una situazione simile. Lontani da i riflettori della serie A ma pur sempre fra i professionisti della Lega Pro, i biancorossi allenati da Marco Sesia sono stati protagonisti di un lungo filotto di risultati utili consecutivi – ben 11, prima della sconfitta interna (0-2) subita domenica scorsa contro la Lupa Roma – in uno scenario che non ha “nulla da invidiare” a quello visto a Parma. Anche qui c’è un Presidente sotto l’occhio del ciclone, Giuseppe Perpignano, reo di non aver mantenuto la promessa di rimettersi in pari in tempo utile – lo scorso 16 febbraio – con stipendi e contributi.
Promesse per giunta arrivate e sostenute in una calda conferenza stampa ad inizio anno. Era il 3 gennaio 2015 e Perpignano, dopo un primo mancato pagamento e la relativa minaccia di penalizzazione, provò a rassicurare l’ambiente davanti a giornalisti e tifosi. “Posso garantire che la prossima scadenza (del 16 febbraio, n.d.r.) sarà rispettata – tranquillizzava il Presidente – perché non si verificheranno mancate entrate come è avvenuto a dicembre”.
Le parole però le porta via il vento. Nelle lacrime di mister Marco Sesia nel corso del post partita di Barletta-Lupa Roma c’è tutta l’amarezza di una squadra e di una città intera. Perpignano ha disposto la vendita delle proprie quote societarie tramite il capo della tifoseria biancorossa Donato Fanelli. Quote che, nell’intenzione dell’ormai defenestrato – almeno dalla piazza – Perpignano, saranno cedute solo a persone gradite al numero 1 del Barletta calcio.
(foto Barletta Sport)











