Come consueto durante questo periodo di festa, c’è grande battaglia al botteghino. A giocarsela saranno ToloTolo di Checco Zalone e Pinocchio di Matteo Garrone. Ma nel panorama della programmazione cinematografica emerge un’opera che si distacca dai soliti canoni commerciali per offrire al pubblico qualcosa di nuovo. Un esempio è il film Sorry we missed you del regista inglese Ken Loach, con la sceneggiatura di Paul Laverty.

Ken Loach, vincitore due volte della Palma d’oro a Cannes con “Il vento che accarezza l’erba” (2006) e “Io, Daniel Blake” (2017) anche in questo film racconta, con delicatezza e rispetto, gli sfruttati e umiliati dalla disumanità di un sistema che considera l’individuo un oggetto più che una persona. Un sistema in cui il dio denaro comanda e decide sulle sorti di ogni singola persona, calpestando i sogni, le speranze, le relazioni, la salute e soprattutto la famiglia.

Il film racconta in maniera cruda e autentica la storia di un nucleo familiare del proletariato inglese (Ricky, Abby e i loro due figli) minato dalla crisi e dalla difficoltà di far conciliare le lunghe ore lavorative con la vita privata e il dialogo in famiglia. La storia è quella di una coppia di adulti che da un giorno all’altro si trova completamente nel baratro, impossibilitata nel pagare il mutuo della casa e costretta a passare in affitto. Così per sopravvivere Abby trascorre le sue giornate facendo l’assistente domiciliare ad anziani e disabili, mentre Ricky, nella speranza di trovare una sistemazione migliore per la famiglia, decide di lavora per una multinazionale che si occupa di spedizioni a domicilio.

Sorry We Missed You è il messaggio che i corrieri dell’azienda per cui lavora Ricky lasciano quando non c’è nessuno in casa: “Ci spiace, non ti abbiamo trovato”. un messaggio solidale lanciato dall’azienda, ma che per contraddizione cela lo sfruttamento e la dignità calpestata dei lavoratori. Un’azienda che considera il destinatario come un target da raggiungere a qualsiasi costo, anche a scapito della salute dei propri lavoratori. Un lavoro dove non ci si può fermare mai, dove l’unica cosa che importa è il recapito puntuale dell’oggetto.

In Sorry We Missed You gli attori sono per l’apposta sconosciuti, in un’ambientazione tanto quotidiana quanto frenetica dove il confine tra fiction e realtà coincide nel momento in cui lo spettatore capisce che quella a cui sta assistendo è la realtà di tantissime persone nel mondo.

L’ultimo lavoro di Ken Loach è un’opera avvincente ponendo un faro sulla cronaca sociale dello sfruttamento del lavoro, troppo poco discusso soprattutto per gli effetti drammatici che possono ripercuotersi nei contesti familiari per assenza e stanchezza.

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Roberta Lobascio
Classe '90,laureata alla magistrale di scienze dell'informazione e editoriale. Appassionata di giornalismo: dal 2015 collabora con varie testate locali e blog culturali. Da sempre sostenitrice dell'informazione corretta, contro ogni manipolazione.