Si terrà questa sera, la prima mostra pomologica delle uve adelfiesi che raccoglierà i grappoli di tutte le varietà coltivate sul territorio. L’organizzazione è targata Tipica Adelfia, Associazione che da alcuni anni gestisce lo spazio stazione della ex stazione ferroviaria con eventi culturali, di formazione e informazione sul tema agricolo e rurale attraverso il progetto #fermatakm11 Saranno esposti circa 100 grappoli afferenti a vitigni coltivati nel 1800 e poi scomparsi, messi a disposizione del Centro Regionale di Conservazione del Germoplasma Autoctono, realizzato e gestito dal Centro di Ricerca Basile Caramia; luogo di sperimentazione e scienza che Locorotondo gestisce un’azienda agricola di circa 20 ettari.
Adelfia è, storicamente, la città delle uve tradizionali; titolo conquistato sul campo per via della maestria dei viticoltori e commercianti locali; ma soprattutto dei terreni calcerei e pietrosi che consentono di raggiungere standard qualitativi elevati ed un colore giallo oro.
È attesa una grande partecipazione dei produttori locali, anche spinti da una annata buona e solare, che doneranno i grappoli delle varietà coltivate attualmente nel teritorio di Adelfia, tra cui la famosa Pizzutella, una specialità dagli acini allungati o meglio dire “pizzuti” che fa parte della grande famiglia delle Regine. Alla Regina afferiscono anche la Mennavacca e il Mennavaccone, così chiamati per la forma dell’acino simile al capezzolo della vacca.
“La mostra, insieme ad altre iniziative in itinere – ci spiega Costantino Pirolo, vicesindaco di Adelfia e ricercatore della Facoltà Agraria dell’Università di Bari – si pone l’obiettivo di trasformare la festa dell’uva in un’evento importante per i produttori e i commercianti, nonché per tutta la comunità adelfiese. Dobbiamo mirare a fare una festa dell’uva per noi adelfiesi, cercando di ridurre la spesa pubblica e privata per i cantanti o i cabaret e destinare le risorse ad iniziative culturali, alla partecipazione a fiere ed eventi, alla realizzazione di gadget e pubblicità, insomma a cose che tornino utili al territorio e allo stesso mondo agricolo che finanzia la festa. Questa festa è finanziata con risorse dell’assessorato alla agricoltura e con donazioni delle ditte prevalentemente locali, quindi tutti soldi prelevati al mondo agricolo: per questo dico che devono tornare al mondo agricolo in termini di pubblicità e impatto fuori Adelfia, in particolare nel nord Italia dove ricadono i più importanti mercati delle nostre uve tradizionali, Pizzutella in primis.”











