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Agroalimentare, un filo diretto tra banche e imprese

ROMA (ITALPRESS) – Credito e agricoltura provano a costruire un dialogo più stabile e strutturato. L’annuncio arriva dalla prima Convention annuale della Fondazione Mario Ravà, fondata dall’Associazione bancaria italiana. Il direttore generale dell’Abi, Marco Elio Rottigni, presidente della Fondazione, ha annunciato il prossimo ingresso delle principali associazioni di rappresentanza delle imprese agricole. L’obiettivo è rafforzare il confronto sul sostegno finanziario al settore agricolo e agroalimentare, in una fase segnata da trasformazioni economiche, climatiche e geopolitiche. La filiera allargata dell’agroalimentare vale oltre 335 miliardi di euro, circa il 19% del Pil italiano. L’Italia è prima in Europa per valore aggiunto agricolo, con 44 miliardi, e terza per produzione, con 77 miliardi, dopo Francia e Germania. Per questo, secondo Abi, le banche hanno un ruolo fondamentale nel sostenere la competitività del comparto e lo sviluppo dell’export dell’industria alimentare. “La volontà – ha spiegato Rottigni – è rafforzare la missione della Fondazione Mario Ravà quale piattaforma di confronto e proposta sui temi del finanziamento all’agricoltura, della sostenibilità, della gestione del rischio e dell’innovazione”. Al centro anche il tema dei rischi naturali. Abi ha presentato un Quaderno di approfondimento con proposte per favorire l’adattamento al cambiamento climatico e garantire sostegno finanziario alle imprese colpite da eventi meteo avversi. Un tema sempre più urgente: secondo le stime, nel 2050 le perdite di produzione agricola causate da calamità naturali potrebbero superare i 5 miliardi l’anno, con picchi fino a 20 miliardi negli anni segnati da fenomeni atmosferici più intensi.
abr/gtr

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