HomePoliticaAmpliamento discarica Tufarelle, i ritardi sono imperdonabili

Ampliamento discarica Tufarelle, i ritardi sono imperdonabili

L’ampliamento della discarica Bleu srl in contrada Tufarelle tra i Comuni di Canosa di Puglia e Minervino Murge è stato oggetto dell’audizione richiesta dal consigliere Ruggiero Mennea, nella V Commissione della Regione Puglia presieduta da Mauro Vizzino.

Come è noto i sindaci dei Comuni di Canosa, Roberto Morra e Minervino, Lalla Mancini, hanno manifestato fin dal primo momento la loro contrarietà a questo progetto. Secondo gli esponenti delle amministrazioni comunali si tratta di un territorio “già vessato dalla presenza di tre discariche”.

L’obiettivo dell’audizione, per il consigliere Mennea è quello di fare chiarezza su tutto quanto è accaduto proceduralmente e amministrativamente.

Per Mennea è importante dissipare ogni dubbio sull’argomento ed evitare sorprese e gravi danni alla salute dei cittadini.

Il 26 luglio scorso si è tenuta la Conferenza di servizi per la valutazione di impatto ambientale coordinata dall’autorizzazione integrata ambientale per il progetto di ampliamento in questione. In quella circostanza hanno espresso parere favorevole il servizio assetto del territorio regionale, il comitato tecnico provinciale per le materie ambientali l’arpa i servizi Sisp e Spesal di Asl Bat, l’autorità di bacino della Puglia ed il sevizio risorse idriche della regione Puglia.

I sindaci dei Comuni interessati hanno presentato un ricorso al tar Puglia che ha però dichiarata legittima l’autorizzazione rilasciata ed al momento si è in attesa di un pronunciamento del Consiglio di Stato.

“E’ certamente importante che il processo di caratterizzazione iniziato nel 2012 sia concluso – ha detto il sindaco di Canosa –  ma a prescindere dall’esito, la procedura va  bloccata.  Abbiamo chiesto a più voci di interrompere i percorsi autorizzativi . Inoltre abbiamo fatto in modo di contribuire alla procedura di realizzazione del Piano di caratterizzazione”.

I consiglieri Cristian Casili, Francesco Ventola e Sabino Zinni, intervenuti nel corso delle audizioni hanno manifestato le loro perplessità. Casili ha sottolineato la necessità di sospendere la procedura ed impedire ulteriori impianti in quella zona già abbondantemente sottoposta a stess ambientale. Anche per Zinni la procedura deve essere interrotta in attesa di dati certi, per evitare rischi.

Francesco Ventola è stato molto chiaro: “bisogna capire il vero impatto ambientale, senza però creare false aspettative nei cittadini. Dobbiamo essere onesti ed avere il coraggio di dire che la Regione non può intervenire nei procedimenti avviati dalla provincia, purtroppo temo che solo la magistratura potrà dirimere questa vicenda”.

Il consigliere Mennea ha chiesto che vengano comparati i dati relativi all’inquinamento con quelli contenuti nel registro dei tumori del 2016.

“Sulla questione discarica Bleu non c’è stata la chiarezza necessaria, che io mi aspettavo come rappresentante istituzionale di quel territorio, ma che soprattutto si aspettavano (e meritano) i cittadini. Non vi è alcuna certezza – ha spiegato il consigliere del Pd – sui livelli di inquinamento e se questi siano da mettere in relazione con la discarica. Ma i dati del registro tumori su Canosa sono tutt’altro che rassicuranti. Per questo chiedo che la commissione si riunisca, di nuovo, per audire i rappresentanti della Asl sulle presunte correlazioni tra inquinamento e tumori della zona”.

L’esponente del Pd, in commissione, ha detto di non essere affatto soddisfatto per l’esito delle audizioni.

“L’obiettivo della commissione – ha spiegato Mennea – era di evitare il diffondersi di false informazioni e dannose strumentalizzazioni e fornire una corretta informazione ai cittadini. Così non è stato, tranne per il fatto di aver chiarito che la sospensione dell’iter di autorizzazione è dovuto a un ricorso alla presidenza del Consiglio dei ministri. Ma, in cinque anni, non è stata ancora completata la procedura di indagine di area vasta a causa di un rimpallo di competenze tra chi debba eseguirla. E solo oggi il sindaco di Canosa ha dichiarato che tale fase è stata conclusa e ha richiesto la validazione dei dati”.

Mennea ha anche posto l’accento sul ritardo con cui sono state convocate le audizioni “rispetto – ha ricordato – a una richiesta da me depositata il 3 agosto e riscontrata solo dopo il rilascio dell’autorizzazione. Sarebbe stato utile discuterne prima dell’atto finale”.

In chiusura dei lavori ha rimarcato che “sulla possibile correlazione tra l’inquinamento presunto e i dati sui tumori nel territorio non è possibile assolutamente transigere, perché è una questione che attiene alla tutela della salute dei cittadini. Per questo chiedo una nuova audizione con Asl per approfondire la questione sanitaria. Ma su questa vicenda – ha concluso – nessuno può abbassare la guardia”.

 

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