HomeStoria della PugliaAnche la Puglia tra le fila dei mille di Garibaldi

Anche la Puglia tra le fila dei mille di Garibaldi

Pochi sanno che c’è stata un po’ di Puglia tra le fila della famosa spedizione dei Mille di Giuseppe Garibaldi.

Il generale conosceva perfettamente il sentimento di libertà dei pugliesi e ne veniva costantemente aggiornato da suo fratello Felice, il quale, dal 1835 al 1852, soggiornò a Bari, svolgendo il ruolo di rappresentante per una nota ditta che commerciava in olio d’oliva in ambito europeo.

Poco più alto di Giuseppe, e sempre molto elegante, Felice divideva con il fratello (già diventato famoso con il titolo di “eroe dei due mondi”) la fama di “cacciatore di donne”. Amico dei commercianti baresi Diana, e di altri proprietari di industrie del nostro territorio, Felice conosceva perfettamente il clima politico della città: ne percepiva i fermenti rivoluzionari e ne raccontava le più segrete aspirazioni al fratello.

Quando, nel 1859, si diffusero le esaltanti notizie provenienti dal Nord e le annessioni degli Stati italiani centro settentrionali al Regno Sardo diventa ufficiale, il momento per una spedizione che liberi il Sud dal governo borbonico e lo unisca al resto del paese sembrò finalmente arrivato.

Del resto, già da qualche tempo, le masse contadine meridionali, guidate dalla borghesia, avevano intrapreso diverse azioni di guerriglia contro le truppe di re Francesco II, un giovane incapace e bigotto che, a causa del suo pallore, veniva soprannominato il “lasagnone”.

Così, alcuni patrioti mazziniani, dopo aver assistito impotenti, nel 1857, al tragico fallimento della spedizione insurrezionale di Carlo Pisacane e i suoi trecento volontari, esortarono Garibaldi ad organizzare un’azione armata che, partendo dalla Sicilia, liberasse tutto il Sud.

Tra i 1089 volontari che s’imbarcarono a Quarto (Genova) la notte tra il 5 e il 6 maggio del 1860, vi furono alcuni pugliesi, quasi tutti inquadrati nella 3a compagnia delle “camicie rosse”.

Cesare Braico nacque a Brindisi il 24 ottobre 1816.
Laureato in medicina all’Università di Napoli, venne arrestato ella stessa città per aver partecipato ai moti del 1848. Dopo dieci anni ottenne la libertà e partecipò alla Spedizione dei Mille come chirurgo da campo. Nel 1866 sarà sui campi di battaglia della 3^ Guerra d’Indipendenza e poi diventerà deputato al Parlamento italiano, per il collegio di Lucera. Morì a Roma, in un ospedale psichiatrico, nel 1887.

Vincenzo Carbonelli nacque a Taranto il 20 aprile 1820.
Medico combattente, partecipò alla difesa della Repubblica Romana nel 1849. Fu tra i Mille e morì a Roma nel 1901.

Giuseppe Fanelli nacque a Martina Franca il 13 ottobre 1827.
Partecipò ai moti di Napoli del 1848, alla prima Guerra d’Indipendenza e alla difesa di Roma nel ’49. Nel 1857, collaborò con Carlo Pisacane all’organizzazione della sfortunata Spedizione di Sapri. Fu tra i Mille e, nel 1865, venne eletto Deputato nel Collegio di Monopoli. Favorirà la nascita, nel Meridione, del nuovo partito socialista. Morì a Napoli nel 1877.

Guglielmo Gallo nacque a Molfetta il 22 aprile 1826.
Il suo nome non figura nell’elenco ufficiale dei Mille, ma la sua partecipazione alla Spedizione è storicamente accertata, così come è noto il suo coraggio e la sua dedizione alla causa. Morì a Molfetta nel 1896.

Moisé Maldacea nacque a Foggia il 16 aprile 1826.
Nel ’48 partecipò alla difesa di Venezia; nel ’59 fu sottotenente dei “Cacciatori delle Alpi” e nel ’60 si unì ai Mille, mettendosi particolarmente in luce nella decisiva battaglia di Calatafimi. Dal 1878 visse a Bari, gestendo un banco del lotto. Fu nominato 1° Presidente della Croce Rossa in Puglia e Basilicata e Presidente della Società Reduci delle Patrie Battaglie. Morì a Bari nel 1898.

Nicola Mignogna nacque a Taranto il 28 dicembre 1808.
Fu il Tesoriere della Spedizione. A Palermo, venne incaricato da Garibaldi in persona di recarsi in Basilicata per preparare la via verso Napoli. Nel 1862 fu al seguito del generale anche in Aspromonte. Fece parte del Consiglio Comunale di Napoli; fu Sottoprefetto di Gallipoli e Sindaco di Taranto, dal 1867 al 1869. Morì nel 1870.

Filippo Minutilli nacque a Grumo Appula il 12 maggio 1813.
Frequentò a Napoli la Scuola Militare della Nunziatella e partecipò, in Sicilia, alla rivolta del ’48. Venne nominato Direttore del Corpo del Genio, con il grado di Colonnello e preparò con Garibaldi i dettagli strategici dell’eroica Spedizione. Morì a Genova nel 1863.

Caddero in combattimento: Domenico Lippi di Biccari; Vito Melsi di Bovino; Luigi Turilli di Spinazzola; Alvares Valentini di Foggia e Nicola Melchionna di Candela.

A questi nomi, bisogna aggiungere altri volontari che, pur non pugliesi di nascita, al momento dell’arruolamento e dell’avvio dell’impresa, risiedevano in Puglia con la propria famiglia: il capitano Carini Gaetano, nato a Corteolona (Pavia) e residente a Bovino; il sottotenente dei bersaglieri Frediani Francesco, nato a Massa ed impiegato postale presso la Tesoreria di Lecce; il soldato Molinari Giuseppe, nato a Venezia ed impiegato delle ferrovie presso la città di Foggia.

Tutti questi uomini diedero il proprio valoroso contributo alla causa del Sud e dell’Unità d’Italia.

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Antonio Verardi
Antonio Verardi
Storico dell’Arte. Ha collaborato con il Museo Pecci di Prato. Ha svolto attività di ricerca per la Facoltà di Lettere e Architettura. E’ docente di letteratura italiana, storia e storia dell’arte. Perito ed esperto per la Camera di Commercio di Bari è iscritto all’Ordine Nazionale dei Giornalisti dal maggio 2011.

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