HomeCulturaAvion Travel, grande successo a Bari per il Retour

Avion Travel, grande successo a Bari per il Retour

L’avventura degli Avion Travel non si era conclusa, ma solo fermata in un’oasi di riflessioni e meditazioni culturali di vario genere. D’altro canto 25 anni di carriera non si possono dissipare in progetti diversi, per quanto stimolanti e ricchi di interesse. Così dopo 10 anni ecco sulla scena di nuovo insieme i cinque musicisti dell’Avion Travel: un gruppo? una band? Macchè! Chiamiamolo col vero nome: una piccola orchestra. Perché? cos’altro è un gruppo musicale, quartetto, quintetto o sestetto che sia, se non una piccola orchestra? Ed è così che a loro piace definirsi.

Il loro viaggio comincia nel 1980 in quella “bassItalia” di Caserta e dintorni, partendo dalla canzone popolare nell’ottica della tradizione napoletana (“Noi ci sentiamo eredi di Napoli e dei cantautori”). I loro dischi sono interessanti e di grande qualità, ma vanno ad affollare quella famosa “nicchia” che alla fine rimane alla portata di pochi intenditori. L’introduzione di strutture cameristiche, il lirismo, nuovi timbri e dinamiche innestate su una raffinata canzone d’autore non vengono colti subito dal grande pubblico. Ripercorrendo brevemente le tappe del gruppo leggiamo di una collaborazione con Fabrizio Bentivoglio nel 1995 nell’opera musicale “La guerra vista dalla luna”; nel 1998 al Festival di Sanremo vincono il premio della critica e ricevono i complimenti da Michael Nyman, presidente della giuria; l’anno dopo incontrano Arto Lindsay, padre della no wave di New York, che produce l’album “Cirano”; nel 2000 vincono a Sanremo, ma purtroppo non sarà la svolta della canzone italiana.

Nel 2004 la “piccola orchestra” si dissolve inseguendo tanti programmi personali: il bassista Ferruccio Spinetti, va al seguito di Petra Magoni, il chitarrista Fausto Mesolella entra a far parte del progetto “Chitarre vagabonde”, il pianista Mario Tronco fonda con Peppe D’Argenzio l’Orchestra di Piazza Vittorio mentre Peppe Servillo, voce e leader, si dedica al teatro (è il fratello di Toni) e si interessa al tango con Xavier Girotto e Natalio Mangialavite.

Tutte esperienze di grande interesse ma alla fine si sente la voglia della rimpatriata: ed ecco il “Retour”, un ritorno a far musica insieme per verificare se le loro “canzoni hanno resistito all’usura del tempo”. E il pubblico ha accolto “la piccola orchestra” con affetto, calore e un pizzico di curiosità. Come al Teatro Forma di Bari che, per l’occasione ha registrato ancora il sold out.

Il concerto è una specie di ripasso, una carrellata, uno sguardo attento al passato riproposto con nuovi arrangiamenti musicali e il consueto mix di sobrietà e ricchezza, inventiva e classicità. Peppe Servillo è il solito istrione che veste le canzoni con una mimica sottilmente ironica e velatamente beffarda: le doti sceniche e recitative ne fanno un artista completo nelle interpretazioni. E’ lui che dirige il gruppo con piccoli gesti delle mani, con scatti repentini delle braccia, con piccoli passi di danza che seguono i ritmi. Si snocciolano ballate dal sapore partenopeo come “Canzone appassiunata” ; canzoni di Paolo Conte, al quale è stato dedicato un cd, “Aguaplano”, “Danson metropoli”, “Il giudice di Paride”; le canzoni sanremesi “Dormi e sogna”, una ninna nanna in versione reggae, e “Sentimento”, col ritornello cantato dal pubblico in coro; la “Canzone arrabbiata”, “Abbassando” e “Cuore grammatico”  da chansonnier; la splendida “Che cosa sono le nuvole?” scritta da Pasolini e Domenico Modugno.

In gran spolvero Masolelli alla chitarra e D’Argenzio ai sax (tenore, soprano e baritono), spesso in evidenza in assolo pregevoli o nei pezzi strumentali di chiusura, spesso prolungati con qualche strizzatina d’occhio al jazz.

Grandioso il finale con tre bis: “Storia d’amore” di Celentano e “Ma che freddo fa” di Nada, rivisitate in moduli narrativi, e soprattutto “U pisci spada”, di Modugno, per voce e percussioni in un adattamento che ne esalta la drammaticità.

Niente di nuovo sicuramente, ma senz’altro una delle cose migliori dell’inizio di quest’anno.

“Dobbiamo ascoltare i poeti, dai simbolisti ai contemporanei, che hanno cercato nel verso l’assonanza con la libertà” (Peppe Servillo)

Banner donazioni

Telegram PugliaIn

Per seguire in tempo reale tutte le news iscriviti gratuitamente al nostro canale Telegram

Ultimi Articoli

spot_img
spot_img