E’ vero che la burocrazia non deve frapporsi e creare ostacoli alle procedure, ed è pur vero che molte volte abbiamo scritto che i bandi dovrebbero essere snelli, di facile lettura e meno lenti nella loro fase applicativa.
Ma un bando di finanziamento del Piano Operativo Triennale per lo Sport, con una copertura finanziaria di 1,9 milioni di euro, può essere pubblicato a cavallo del Natale, con soltanto 4 giorni lavorativi per potervi partecipare?
Sicuramente per il gruppo consiliare dei Conservatori e Riformisti della Regione Puglia (Ignazio Zullo, Erio Congedo, Luigi Manca, Renato Perrini e Francesco Ventola) si tratta di una questione poco chiara, e con una dichiarazione ufficiale chiedono all’assessore Piemontese di riferire in Aula sugli “strani” tempi del bando in questione.
“Se un bando viene pubblicato lunedì 19 dicembre e la scadenza per presentare progetti e richieste scade dopo otto giorni, il 27 dicembre… Se un bando viene pubblicato nella settimana che coincide esattamente con quella del Natale e quindi realmente ci sono solo cinque giorni “feriali” per partecipare…
“Insomma – dicono i consiglieri – se accade esattamente questo, il dubbio ti assale eccome! Il sospetto che, per esempio, possano aver partecipato solo coloro che in qualche modo erano a conoscenza o “avvertiti” della pubblicazione del Bando per partecipare ai contributi relativi al Piano Operativo Triennale per lo Sport . Stiamo parlando di un miliardo e 900 milioni ripartiti in tre bandi: 1) organizzazione di manifestazioni sportive; 2) per il sostegno alle squadre che militano in campionati maggiori; 3) promozione delle attività fisico-motorie-sportive.
L’Assessorato allo Sport sostiene che le domande giunte sono state, nonostante i tempi strettissimi, tantissime. Noi, però, vogliamo chiarezza per questo motivo chiederemo l’audizione dell’assessore Raffaele Piemontese in Commissione perché spieghi come mai l’avviso pubblico è stato pubblicato in tempi così ristretti e in coincidenza con le festività natalizie, periodo dove le maratone vengono fatte soprattutto a tavola e quindi il sospetto che molte associazioni sportive siano potute rimanere fuori diventa anche più concreto”.











