HomePoliticaBariBari, costituito formalmente il comitato “cittadini per via Sparano”

Bari, costituito formalmente il comitato “cittadini per via Sparano”

Oggi 18 luglio 2016, si è formalmente costituito il comitato “cittadini per via Sparano”, un ente apartitico, apolitico, aconfessionale e senza scopo di lucro e fondato sull’attività gratuita e si prefigge, nell’immediato, di salvaguardare e difendere l’attuale assetto architettonico ed urbanistico di via Sparano dopo le recenti decisioni dell’Amministrazione Comunale di effettuare un profondo restyling della centralissima “strada dello shipping” barese.

Compito nell’immediato del Comitato è quello di concorrere all’azione amministrativa comunale con funzioni di proposta e consultazione a partire dal progetto di restyling di via Sparano da Bari. Nel futuro si prefigge di concorrere all’azione amministrativa comunale con funzioni di proposta e consultazione, rispetto all’andamento dei servizi erogati e delle attività espletate  dall’Amministrazione, stimolandola partecipazione dei cittadini alla vita civile, politica, civica, sociale, culturale ed amministrativa della comunità locale.

E, con un lungo comunicato, parlano dell’Amministrazione comunale e di tutta la recente vicenda che riguarda la via cittadina del murattiano.

“Andiamo con ordine:

Succede che l’Amministrazione Comunale abbia legittimamente provveduto, tramite il Responsabile del Procedimento, alla pubblicazione di un bando per l’appalto dei lavori di rifacimento di via Sparano, eliminando completamente le storiche palme e il verde presente;

Succede che la cittadinanza, prima della pubblicazione del bando abbia chiesto civicamente di rivedere un progetto, datato al 2007, contestato già allora da 3.000 cittadini (con una petizione popolare);

Succede che esponenti illustri si schierino contro il progetto, da Sgarbi a Petrocelli, da Francesco Paolo Sisto a Licinio.

Succede che ancora oggi il Sindaco ed i suoi assessori ne rivendichino la legittimità, dopo otto varianti progettuali verificabili sul sito del Comune;

Succede che l’opera pubblica non è stata sottoposta ad analisi costi – benefici;

Succede che l’idea di base del progetto vincitore, quella della “strada-museo”, senza palme, senza verde è stata completamente stravolta; con l’eliminazione di tutte le sculture previste e si è passati ad un nuovo concept (i basamenti delle sculture che diventano sedute, scomode) “I basamenti/sedute disposti lungo il percorso della strada non ospiteranno le sculture come previsto, rimandando ad un futuro, si spera prossimo, il compimento della strada-museo”;

Succede che l’amministrazione e gli assessori competenti, difendano tanto “l’effetto cannocchiale”, ma che poi questo venga smentito dalla mancata regolamentazione della presenza dei gazebi sulla strada, tanto che la stessa soprintendenza in data 24.04.2014 scrive al comune, tra le prescrizioni: “6. Si ritiene inoltre opportuno che codesta Amministrazione disciplini adeguatamente l’eventuale occupazione dello spazio pubblico della strada da parte degli esercizi ristorativi”;

Succede che il progetto non preveda interventi sui sotto-servizi esistenti, seppur fortemente datati. ”Rende molto labile il crono programma, per la difficoltà di definire tempi di esecuzione certi, e crea le premesse, in caso di rottura delle reti esistenti, per interventi di riparazione e/o sostituzione che andrebbero a creare nuovi costi imprevisti per il rifacimento delle pavimentazioni”;

Succede che il sindaco Decaro, dichiari pubblicamente di non voler rivedere e sospendere il progetto a nessun costo;

Succede che il comitato per il no al progetto cosi come presentato, raccolga 2915 firme ad una petizione, chiedendo la sospensione temporanea dell’affidamento, che viene respinta, tra responsabilità rimpallate tra Segretario Generale (D’Amelio) e Capo di Gabinetto del Sindaco (Vito Leccese);

Succede che lo stesso comitato, raccolga in meno di tre giorni, 1445, provviste di documento di  identità per la stessa petizione e che ad oggi, nessuno abbia dato riscontro alla stessa;

Succede che il Sindaco paventi la perdita dei finanziamenti, quando in vero questa possibilità non esiste, i fondi assegnati con il Piano Città e sottoscritti dal Premier Renzi e dal Sindaco Decaro hanno durata 2016 -2020, prorogabili di due anni, 2022.

Succede che anche il documento redatto dal Tavolo Tecnico, di cui si riporta qualche stralcio di seguito, convocato dall’ing. Milella del CNR e membro della Consulta all’Ambiente del Comune di Bari, metta in evidenza la carenza di verde del progetto, sottolineando i benefici che il verde apporta, invece, nei contesti urbani, tanto da non poterlo trascurare in un intervento come quello di via Sparano:

“Il tavolo tecnico sottolinea l’importanza della presenza di verde urbano all’interno delle città, che rappresenta sicuramente un aspetto positivo per la loro capacità di regolarizzare le temperature superficiali attraverso i processi evapotraspirativi……“Lo strato verde ed il substrato assorbono e trattengono parte delle polveri sottili presenti nell’aria…il verde contribuisce a disinquinare l’ambiente o quantomeno a rendere più vivibili le aree nelle immediate vicinanze.

Succede che la stessa presidente della consulta per l’ambiente, Elda Perlino dichiari che ”dibattere sulla spaziosità delle sedute da abbinare alle fioriere o sull’altezza delle essenze da utilizzare, rischia di far perdere di vista la ratio del gioco democratico, che è il confronto, la condivisione e l’elaborazione di un percorso di partecipazione, da parte di chi governa e da parte di chi è governato”;

Succede che lo stesso tavolo tecnico promosso dalla Consulta per l’Ambiente, venga, dopo aver prodotto il documento tecnico, disconosciuto dalla Consulta stessa e che il documento tecnico non venga recepito.

Succede che la seduta della consulta per l’ambiente che avrebbe dovuto recepire le proposte tecniche elaborate dal tavolo tecnico, venga convocata per l’8 luglio, giorno successivo alla scadenza del bando di gara per i lavori.

Succede che il comitato “cittadini per via sparano”, invii una nota in 10 punti al Prefetto di Bari, alla Corte dei Conti, al Mediatore Europeo, al Sindaco e al RUP, evidenziando tutte le incongruenze del progetto e non abbia ancora ricevuto riscontro.

Succede che venga ricevuto e accreditato dal sindaco un comitato satirico a favore del progetto, costituito da dirigenti di aziende partecipate dal Comune stesso e imprenditori interessati a “lavorare sul cantiere”.

Allora il problema è altro: «Le nostre coscienze sono state addormentate da prassi che ci sembrano normali, ma non lo sono: quelle prassi dell’economia in cui non si pensa alla vita delle persone, ma alla convenienza e all’interesse, senza scrupoli e con piccole e grandi inadempienze del proprio dovere» (Mons. Mansi).

Per la salvaguardia dei cittadini, del Sindaco, degli organi amministrativi e del Consiglio Comunale, si agisca con rispetto per sospendere in autotutela il bando.

Si agisca con coscienza, 38 imprese si sono già impegnate per proporre le loro offerte tecniche ed economiche: 95% il peso tecnico e 5% quello economico.

Già questo fa sobbalzare… Ci vuole gioia nell’appassionarsi alla propria Città, ai luoghi d’incontro, bene, con gioia riprendiamo con razionalità quella che appare sterile contrapposizione. Assunto che non esiste possibilità di perdita dei finanziamenti, dormiamo sereni. Via Sparano sarà ciò che desiderano i cittadini”.

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