È stata presentata a Bari in conferenza stampa la IX Edizione del Bari International Gender Festival (BIG) al quale quest’anno è stato dato il titolo “Big Dream Dream Big”. Il grande sogno è e rimane quello di “superare il confine labile fra veglia e sonno, un’esortazione a vivere il desiderio – affermano i direttori artistici Tita Tummillo e Miki Gorizia – Viviamo un tempo che ci vuole in attesa, fuori dal corpo. Cosa resta di noi se non recuperiamo l’istinto felice ad agire l’utopia? Abbiamo immaginato momenti in cui la parola libera diventi circolarità che ci racconta il nostro decidere di essere Sud e di creare nicchie sempre più vaste di autodeterminazione sociale e artistica”. Si tratta di rivedere il rapporto politico fra i generi, argomento di cui non si parla mai sui media: “il modello patriarcale è fallito – sostiene Miki – ma la società è ancora maschilista”.
L’assessora alla cultura del Comune, Ines Pierucci, ha sottolineato l’importanza di “raccontare il corpo come spazio politico in un lavoro di ricerca spirituale e scientifica. È un impegno di critica costruttiva nei confronti della società”.
Grazia Di Bari, Consigliera alla Cultura per la Regione, ha posto l’accento sul progetto “MiniBig” dedicato agli studenti delle terze classi delle scuole secondarie di primo grado, perchè “è bene dare strumenti culturali ai ragazzi che non devono vergognarsi della propria diversità”.
Il programma: 15 location per 30 appuntamenti
Il programma prevede cinema, performance, musica, danza, dialoghi e public program per un totale di 30 appuntamenti in un arco di tempo dal 3 al 30 novembre con 50 ospiti nazionali e internazionali. Sono 15 le location prescelte fra teatri, sale cinema, palazzi nobiliari, pinacoteche, aule universitarie, castelli, librerie, chiese, spazi polifunzionali.
Ci saranno parecchie sezioni. L’opening è prevista il giorno 3 al Kursaal Santalucia con il concerto dell’artista bulgaro Ivo Dimchev per uno spettacolo che va con disinvoltura oltre i generi. L’11 è il momento tanto atteso dell’ “Hamlet Solo” con Barbara Voghera nella Chiesa di San Gaetano a Bari. Da non perdere il 18 al Teatro Kismet lo spettacolo di danza e performance dell’artista neozelandese Simone Aughterlony “Remaining strangers”, un’indagine sui rapporti fra straniero e ospitante. Sul fronte della danza troviamo “Error 1” di Martina Gambardella (il 21 all’Abeliano) e “Uovo” di Gabriella Maiorino (il 28 al Kismet), spettacolo femminista in cui le performer smembrano regole e divieti.
In campo musicale BIG ospita i set di due fuoriclasse dell’elettronica: Madalba, barese d’origine, e Rrose il 18 all’Officina degli Esordi.
Per le arti visive ci sarà Regina José Galindo, ospite internazionale: l’artista sudamericana, che utilizza il contesto del Guatemala (suo Paese d’origine), denuncia violenze e ingiustizie legate alla discriminazione razziale e di genere. Dal 6 al 16 novembre sarà protagonista di un talk nella Biblioteca De Gemmis, mentre nell’ex Tesoreria del Palazzo di Città sarà realizzata una mostra incentrata sulla sua produzione video.
Nella programmazione cinematografica sono da segnalare “Orlando, ma biographie politique”, manifesto-sogno del filosofo spagnolo Paul Preciado; “Y” di Matea Kovac, “Kokomo City” (D. Smith), “Malqueridas” (Tana Gilbert) e il documentario “Cinque uomini” di Cosimo Terlizzi.
Non manca spazio per le ricerche teoriche nel public program, grazie a una serie di incontri nel campo delle arti multimediali, come “I dialoghi” a cura di Claudia Attimonelli, docente universitaria.
Il programma completo è disponibile sul sito www.bigff.it mentre i biglietti (a prezzi molto popolari) sono in vendita su DICE (dice.fm).
Il Festival è diretto da Miki Gorizia e Tita Tummillo; organizzato dalla Cooperativa Sociale AL.I.C.E.; sostenuto dal Fondo Unico per lo Spettacolo, Regione Puglia, TPP, Comune di Bari, LGBTQI, Centro Antidiscriminazioni, Medihospes, Centro Antiviolenza, Assessorato al Welfare di Bari, Ambasciata Olandese e Pro Helvetia. Hanno collaborato Fondazione H.E.A.R.T.H., Università di Bari, Teatri di Bari, Teatro Kismet, Apulia Film Commission.











