Sono passate solo poche ore dal terribile agguato che ha raggiunto un noto fisioterapista della città che rientrava a casa dopo un’estenuante giornata di lavoro. Freddato a pochi passi da casa quando era pronto a riabbracciare la sua famiglia. E invece, qualcosa è andato storto.
La notizia allarma ancor di più se si considera il punto in cui sono avvenuti i fatti. Siamo in una delle cosiddette zone residenziali della città, il quartiere Poggiofranco, uno dei più rinomati e tranquilli quartieri di Bari.
La scuola Tauro è proprio lì nelle vicinanze. I fatti sono avvenuti in tarda serata, ma se fosse accaduto in pieno giorno, all’ora di uscita dei bimbi dalla scuola, l’epilogo sarebbe stato ben peggiore. Non ci sembra a questo punto secondario far notare come proprio in questi giorni si sia riscontrato un certo laissez-faire in un’altra zona dello stesso quartiere che pare non ricevere più le stesse attenzioni e cure di una volta. Parliamo del Punto X, la zona della movida serale dei giovani adolescenti a cavallo tra via Pappacena, via Caccuri e via Posca. Anche in questo caso, zona residenziale e tranquilla di giorno, presa d’assalto di notte e nei weekend anche fino a tarda ora.
Bastano alcuni passi nell’area pedonale che costeggia diversi noti locali del quartiere, proprio a pochi metri dalle giostre per bambini, per accorgersi di come, una zona un tempo florida e ben illuminata, presenti un certo stato di precarietà e di abbandono.
Impianti di illuminazione non funzionati, una postazione di idrante antincendio divelta e addirittura una panchina sradicata dal cemento e lasciata per terra alla mercé dei passanti con il rischio, neanche troppo lontano, di ferirsi soprattutto per i giovani avventori.
Insomma che qualcosa non stia funzionando appare chiaro. Come ricordava una celebre scrittrice britannica «Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova».
Auspichiamoci di non dover attendere il terzo indizio per correre ai ripari.














