Si vota soltanto oggi dalle 7.00 am alle 23.00 pm, ed immediatamente dopo la chiusura delle urne si procederà allo spoglio. Ben 1.342 Comuni sono chiamati a rinnovare i propri consigli, per un totale di 13 milioni di elettori interessati. L’affluenza a mezzogiorno si è attestata al 17,99%.
Big come Stefano Parisi e Beppe Sala a Milano, Marchini e Meloni a Roma, hanno votato di prima mattina. Oltre alle piazze già citate, le sfide clou interessano Bologna, Trieste, Torino, Napoli, Cagliari.
Silvio Berlusconi ha votato a Roma e al seggio si è reso subito protagonista di un simpatico siparietto: “Per chi votiamo oggi? Per la Raggi? È carina, no? Poi del Comune sa tutto. Ha fatto anche l’avvocato matrimonialista. O per Giachetti, che era un radicale? Questi non saprebbero nemmeno da che parte si comincia. E se per caso vengono fuori loro bisogna dire che i romani hanno votato senza coscienza. Bisogna votare per competenza non per simpatia partitica.”
Leggendo queste parole, è subito tornato alla mente in una specie di flash back un altro Cavaliere, quello vero. Quando Silvio era ancora Berlusconi e tra i Berlusconi, Silvio era il migliore, parafrasando alla lontana Montanelli.
Ve lo ricordate l’ex Premier che diede del “coglione” a chi vota a sinistra? (https://www.youtube.com/watch?v=dtdJOajB668), con quel titolo aprì il giorno seguente i giornali. Eravamo nel 2006 e alla fine vinse Prodi. Però la Casa della Libertà partita in svantaggio perse per un soffio di voti.
Oggi non si gioca Palazzo Chigi ma il Campidoglio, Berlusconi è ineleggibile per la legge Severino, si è “rieducato” ai servizi sociali e non guida più il primo partito della coalizione. Non ha perso l’ironia, ma se un tempo tronfio definiva coglioni gli elettori di sinistra, ora con più moderazione chiede un voto di coscienza, di competenza.
Ma forse è proprio questo che ha ucciso la sua leadership. Il bon ton, la tonalità morbida, le dichiarazioni di paura verso i “Le Pen d’Europa”, l’essere diventati vegetariani, l’amore esasperato (forse plastico) per Dudù, l’apertura alle coppie omosessuali.
“Una volta Calderoli durante un convegno mi chiese: ‘Secondo te quanti culattoni ci sono in sala?’, e io gli risposi: ‘Se mi dai un bacino te lo dico.’”
E’ questo che manca essenzialmente agli elettori. L’irriverenza, il coraggio andato scemando sempre più a partire dal 2011, con l’appoggio al Governo Monti. L’incongruenza, di un uomo che ad un certo punto della propria vita si è visto costretto a ricongiungersi con l’imprenditore e a tutelare i propri interessi per amore dei figli.
Prendete il bucolico Donald Trump negli Usa, nel mondo anglosassone il politically correct è così esasperante che basta una battuta fuori luogo per essere scomunicati e messi alla graticola. Ma se invece di una gaffe, tutta la tua campagna elettorale diventa un’enorme bizzarria, allora risulti vincente. Paradossale, vero?
E’ una storia italiana al contrario quella dell’ex Premier. Non è lui che ha moderato i figli, ma sono i figli che hanno moderato il padre.
A noi piace ricordarlo come un eterno Peter Pan, e poco importa quanta “coscienza” invochi oggi, ne ha portati di “Campanellino” nelle liste.











